bafman ha scritto:due considerazioni:
1) sì, son modi di lavorare che a noi fan paura.
Magari ci farebbe meno paura vedere un ragazzino che cuce scarpe da ginnastica o uno schiavetto che assembla l'elettroutensile ma il concetto resta, e se chiudiamo gli occhi resta il bello dello spendere meno. (è anche un'autocritica)
2) fantasmagorico quel legno. che non conosco, e non riconosco. Ma che non mi meraviglierei se fosse frutto di disboscamenti di specie rare.
Alberto
concordo, ai nostri occhi tutto questo fa paura, ma è paura fisica, altro è quello cui tu accenni e su cui spesso non riflettiamo, come ha detto qualcuno molto più saggio di me, di molte cose conosciamo il prezzo ma non il valore, ma è il tema complessivo della globalizzazione, ci sono ancora paesi in cui il lavoro è gestito in tutta la sua complessità in modo inumano (noi abbiamo i caporali) ci piace comprare in Cina a prezzi bassi e ci piace viaggiare a basso costo, ed esigiamo tutte le garanzie di una moderna democrazia, una contraddizione costante, difficile che possano essere accettate regole universali, un paio di anni addietro nel tentativo di limitare le emissioni di CO2, i cosiddetti paesi ad economia avanzata che avevano aderito al protocollo di Kyoto hanno pensato di abbassare ulteriormente dette emissioni, invitando i grandi paesi inquinatori (India,Cina Brasile etc ) ad aderire gli Indiani si sono tirati subito fuori affermando che la loro economia non poteva restare al palo, più recentemente gli USA hanno denunciato detto protocollo e ripreso ad incentivare le centrali a carbone…. ed anche nel nostro paese prima delle ferie estive sono cominciate le voci che tutta questa cosa del riscaldamento globale è la solita storia dei soliti poteri forti, che altro aggiungere.
Assai bello quel legno non ho idea di cosa sia, ma davvero bello
beppe