Correnti....vaganti?

Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda orione » gio 11 dic, 2014 11:58

Ed infatti mi sembra di ricordare un discreto "buco" quando accendi la combinata... Quel calo visibile anche dalla luca di una lampada, direbbe che hai un impedenza alta e che quindi sei più suscettibile ai disturbi. Se poi avessi più di 0.39, il costruttore del freno ne sconsiglierebbe l'uso.
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda Edo » gio 11 dic, 2014 12:56

orione ha scritto:Ed infatti mi sembra di ricordare un discreto "buco" quando accendi la combinata... Quel calo visibile anche dalla luca di una lampada, direbbe che hai un impedenza alta e che quindi sei più suscettibile ai disturbi. Se poi avessi più di 0.39, il costruttore del freno ne sconsiglierebbe l'uso.


Ma si può misurare l'impedenza?
Credo di aver misurato la resistenza dell'impianto di terra, anni fa ma non ricordo il valore...
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda Giannone » gio 11 dic, 2014 13:51

Ho dei dubbi che l'impedenza del circuito di alimentazione di quella sega sia superiore a 0,39 Ohm. Considerato che un cavo unipolare isolato in pvc di sezione 2,5 mmq ha una resistenza di 9,55 ohm/Km e una reattanza di 0,132 Ohm/Km.
Poi tutto può essere :mryellow:
Gianni

barone rosso ha scritto:
giannuzzo passa + Iquadrot energia specifica passante ma se lo dico te capisci se si parla in generale è un pò un casotto. Cmq il 3 o 4.5 è più selettivo come ho scritto sui corti ma sulle prot. Magneto termiche non gli fa na pippa è la taratura che conta

meno male che ci siamo capiti, i fraintendimenti sono sempre dietro l'angolo ;-)


barone rosso ha scritto:
, la curva come ho già scritto C va bene al 90 per cento il D si usa u motori grossini e rompiglioni...vecchie ascensori per capirci...ma se vuoi dissertiamo sui differenziali A AB s o i nuovi a curva composita differenziata con giunto che tengono bene in curva......(K) e non lasciano aloni :mryellow: :mryellow: :mryellow: :mryellow:

Infatti, il D lasciamolo perdere, che fra l'altro hanno anche la perfida abitudine di non intervenire mai.
Sulle nuove apparecchiature, ne parliamo un'altra volta davanti a un mortasa/tenone ed un bicchiere di rosso. perchè esiste un collegamento, ma è comprensibile solo "live" :lol:

barone rosso ha scritto:...e quindi era l'impianto :mryellow: olivieri e ravelli perdoneranno...... il neutro e la terra servono come lo sciaquone del cesso portano vi atutta la m...rda della rete.

Ho dei dubbi sia l'impianto. E' quasi sicuramente quella scheda combinata ad una situazione specifica, ma andrebbe vista.
Per quanto riguarda la funzione di neutro e terra, la tua definizione è efficace e del tutto nuova. Se ero ancora sul pezzo me la rivendevo :inchino: . Tutto vero, salvo quando il neutro si interrompe nei circuiti 3F+N con derivazioni monofase... allora nella m...erda ci va il circuito più sfortunato, che di solito alimenta una serie di apparecchiature costosissime. Ma questo fatto lo sanno in pochi.
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda orione » gio 11 dic, 2014 15:49

Giannone ha scritto:Ho dei dubbi che l'impedenza del circuito di alimentazione di quella sega sia superiore a 0,39 Ohm. Considerato che un cavo unipolare isolato in pvc di sezione 2,5 mmq ha una resistenza di 9,55 ohm/Km e una reattanza di 0,132 Ohm/Km.
Poi tutto può essere :mryellow:
Gianni

Tutto può essere, però bisogna fare i conti giusti, Gianni. Una linea di trasmissione non è un filo isolato e la reattanza induttiva è almeno 10 x più alta. Ma anche fosse, considerando solo la resistenza che riporti, è in perfetto accordo con i miei 40 m no? 10 Ω / 25 fa 0.4 e 1000 / 25 = 40 m.
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda barone rosso » gio 11 dic, 2014 15:52

...ammazza se continuate su sta strada bisogna chiedere aiuto alla Cristoforetti :mryellow: :mryellow: :mryellow:
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda Giannone » gio 11 dic, 2014 16:14

orione ha scritto:
Giannone ha scritto:Ho dei dubbi che l'impedenza del circuito di alimentazione di quella sega sia superiore a 0,39 Ohm. Considerato che un cavo unipolare isolato in pvc di sezione 2,5 mmq ha una resistenza di 9,55 ohm/Km e una reattanza di 0,132 Ohm/Km.
Poi tutto può essere :mryellow:
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Tutto può essere, però bisogna fare i conti giusti, Gianni. Una linea di trasmissione non è un filo isolato e la reattanza induttiva è almeno 10 x più alta. Ma anche fosse, considerando solo la resistenza che riporti, è in perfetto accordo con i miei 40 m no? 10 Ω / 25 fa 0.4 e 1000 / 25 = 40 m.

Certo che è in accordo, ma considera pure anche 10 e 1,5 Ohm. E proprio per questo, considerato che Edo ha il 6mmq dal punto di consegna al quadro laboratorio e solo in derivazione ha il 2,5, ma forse alla sega addirittura il 4 e che la lunghezza totale di linea non penso sia superiore ai 40 metri, non credo che ci sia un problema di impedenza. no?


barone rosso ha scritto:...ammazza se continuate su sta strada bisogna chiedere aiuto alla Cristoforetti :mryellow: :mryellow: :mryellow:

Lasciala stare dov'è che è brava. Con queste c@zzate quaggiù ci possiamo divertire noi. Anche se per Edo, non è tanto una c@zzata...
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda Edo » gio 11 dic, 2014 18:37

Giannone ha scritto: ..Lasciala stare dov'è che è brava. Con queste c@zzate quaggiù ci possiamo divertire noi. Anche se per Edo, non è tanto una c@zzata...
G


Ho tolto il fusibile dalla scheda di frenatura, tanto che la macchina si fermi in 10 secondi o in 30, per me non fa una gran differenza.
In 10 secondi fai comunque in tempo a tagliarti un braccio...
Poi ho sostituito la scatola di comando dell'aspiratore, quella che ho messo ha un interruttore con spia ed un fusibile, quindi immagino che sia a posto.
Per il momento mi fermo qui ma vi ringrazio tutti quanti per le spiegazioni e per l'aiuto.
Torno al lavoro....
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda orione » gio 11 dic, 2014 20:22

Ciao Edo. Riguardo alla domanda su come si misura, credo che per quanto consta la resistenza dellla linea, una stima abbastanza facile è la legge del partitore cioè attaccando un utilizzatore al tuo punto di indagine la tensione cala grosso modo di una quota percentuale rispetto al valore a vuoto dello stesso rapporto che c'è tra la resistenza della linea e quella del tuo utilizzatore. Ad esempio se il carico che attacchi assorbisse 2.2 kW la resistenza sarebbe circa 22.Ω quindi il calo limite che corrsiponderebbe a quello per il quale il freno viene sconsigliato, sarebbe del 1.8 % su 220 V circa 4 V. Non sono valori così assurdi in usa è ammesso una fornitura di energia con un calo non superiore al 5% e in Uk al 4%
In altre parole io non so nel tuo caso come influiscano i tot m di cavo + i tot al contatore + i 500 per arrivare al trasformatore sull'impedenza della linea, dico che ho fatto una misura or ora a casa mia: casa recente, impianto fatto bene, cabina a 50 m, contatore il piano di sotto, colonna 6mmq, quadro abitazione scatola di derivazione 5 m a 4 mmq, presa cucina a 1 m con un 2.5 mmq,e attaccando il forno, la tensione cala di 5 V.
L'impedenza linea a casa mia non soddisfa i requisiti.
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda Edo » gio 11 dic, 2014 20:49

orione ha scritto:Ciao Edo. Riguardo alla domanda su come si misura, credo che per quanto consta la resistenza dellla linea, una stima abbastanza facile è la legge del partitore cioè attaccando un utilizzatore al tuo punto di indagine la tensione cala grosso modo di una quota percentuale rispetto al valore a vuoto dello stesso rapporto che c'è tra la resistenza della linea e quella del tuo utilizzatore. Ad esempio se il carico che attacchi assorbisse 2.2 kW la resistenza sarebbe circa 22.Ω quindi il calo limite che corrsiponderebbe a quello per il quale il freno viene sconsigliato, sarebbe del 1.8 % su 220 V circa 4 V. Non sono valori così assurdi in usa è ammesso una fornitura di energia con un calo non superiore al 5% e in Uk al 4%
In altre parole io non so nel tuo caso come influiscano i tot m di cavo + i tot al contatore + i 500 per arrivare al trasformatore sull'impedenza della linea, dico che ho fatto una misura or ora a casa mia: casa recente, impianto fatto bene, cabina a 50 m, contatore il piano di sotto, colonna 6mmq, quadro abitazione scatola di derivazione 5 m a 4 mmq, presa cucina a 1 m con un 2.5 mmq,e attaccando il forno, la tensione cala di 5 V.
L'impedenza linea a casa mia non soddisfa i requisiti.


Fammi capire....
Vado a leggere la tensione sul contatore elettronico, a carico = 0
Poi accendo la sega a nastro e vado a rileggere la tensione sul contatore
Se cala più di 4 Volt il mio impianto non soddisfa i requisiti.
Ho capito bene o mi serve un tester?
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda orione » gio 11 dic, 2014 21:27

Edo ha scritto:

Fammi capire....
Vado a leggere la tensione sul contatore elettronico, a carico = 0
Poi accendo la sega a nastro e vado a rileggere la tensione sul contatore
Se cala più di 4 Volt il mio impianto non soddisfa i requisiti.
Ho capito bene o mi serve un tester?


Edo,io ho usato un tester, naturalmente mi riservo di valutarne la precisione, ma sulla differenza non dovrebbe sbagliare piu di 1V.... Il visore del contatore non so quanto sia accurato (forse lo è pure di piu) ma il problema è che se vuoi tener conto di tutte le perdite dovresti misurare alla presa dell'utilizzatore, a vuoto non cambia ma sotto carico...
Un modo senza tester potrebbe essere piccola teiera elettrica con resistenza immersa, acqua attaccato alla presa sega a nastro da solo: misura del tempo di ebollizione, e poi tornando alle condizioni iniziali teiera fredda acqua medesima T e quantità operazione ripetuta con teiera + carico noto (meglio se grossino e resistivo tipo termoventilatore), e fatto in assenza di consumi variabili concomitanti da altri sulla stessa linea, di notte?
Il tempo di ebollizione dovrebbe aumentare di una quota che si può stimare pari al doppio della percentuale indagata (del calo di tensione) e quindi sapendo il valore di targa del termoventilatore, poniamo 1kW 50Ω gli 0.4 Ω corrispondono circa allo 0.8 % di caduta.
Quindi se l'acqua impiega un 1.6% del tempo in più a bollire sei al limite....
Tutto in linea di principio e da verificare con così tante fonti di errore che....meglio se ti fai prestare un tester! ;-)
Ultima modifica di orione il gio 11 dic, 2014 21:28, modificato 1 volta in totale.
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda Edo » gio 11 dic, 2014 21:52

orione ha scritto:
Edo ha scritto:

Fammi capire....
Vado a leggere la tensione sul contatore elettronico, a carico = 0
Poi accendo la sega a nastro e vado a rileggere la tensione sul contatore
Se cala più di 4 Volt il mio impianto non soddisfa i requisiti.
Ho capito bene o mi serve un tester?


Edo,io ho usato un tester, naturalmente mi riservo di valutarne la precisione, ma sulla differenza non dovrebbe sbagliare piu di 1V.... Il visore del contatore non so quanto sia accurato (forse lo è pure di piu) ma il problema è che se vuoi tener conto di tutte le perdite dovresti misurare alla presa dell'utilizzatore, a vuoto non cambia ma sotto carico...
Un modo senza tester potrebbe essere piccola teiera elettrica con resistenza immersa, acqua attaccato alla presa sega a nastro da solo: misura del tempo di ebollizione, e poi tornando alle condizioni iniziali teiera fredda acqua medesima T e quantità operazione ripetuta con teiera + carico noto (meglio se grossino e resistivo tipo termoventilatore), e fatto in assenza di consumi variabili concomitanti da altri sulla stessa linea, di notte?
Il tempo di ebollizione dovrebbe aumentare di una quota che si può stimare pari al doppio della percentuale indagata (del calo di tensione) e quindi sapendo il valore di targa del termoventilatore, poniamo 1kW 50Ω gli 0.4 Ω corrispondono circa allo 0.8 % di caduta.
Quindi se l'acqua impiega un 1.6% del tempo in più a bollire sei al limite....
Tutto in linea di principio e da verificare con così tante fonti di errore che....meglio se ti fai prestare un tester! ;-)


Meglio che lo faccio fare all'elettricista, col tester......
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda orione » dom 14 dic, 2014 01:39

Incuriosito dai 5 V di caduta con circa 2000 W assorbiti e misurati non sulla stessa presa in modo da rendere indipendente la misura da cadute localizzate ai contatti, ha fatto altri campionamenti risalendo l'albero dei collegamenti interni fino ad arrivare alla presa più vicina al contatore (meno di 4 m di 6mmq + un paio a 2.5 mmq che non vanno inclusi dato che stavano sulla linea di misura della tensione ma la corrente interessava solo il primo tratto).
Nonostante la misura molto alla buona mi sembra di poter attribuire questa caduta quasi completamente allla linea esterna.
Il contatore è al piano strada con cavi che si collegano a quelli su di essa mediante una tratta posata dal gestore, cabina a 50 m e misure fatte in ore serali in fasce di assorbimento elettrico ridotto. Tutto normale, certo, a 4kW sarei comunque sotto il 5% limite di tolleranza del gestore (se i dati che ho letto sono ancora attuali)
Se pensiamo però che nel primo mezzo ciclo di avviamento, un motore assorbe una corrente fino a 10 x il valore di regime, la "mia" tensione potrebbe subire una caduta del 25%, la potenza agli utizzatori del 50 e la luminosità di una lampada a filamento ancora di più, si spiega il "buco" che si vede all'accensione.
Si spiega meno, se lo fa a me a 50m, cosa faccia a 1 km a una fornitura da 6 kW.

Cosa sbaglio nel "ragionamento"?

Tornando a Edo, il motivo di un limite più stringente di quello del gestore per l'impedenza della linea, è forse da ricercarsi nel fatto che i disturbi vedono impedenze ben più alte. Essendo a frequenze multiple (armoniche) infatti ed il carattere della linea induttivo, la reattanza di questo genere cresce con la frequenza proporzionalmente.
Come nel parallelo dei liquidi (o dei liquami secondo la definizione di Stefano ;-) ) è come se avessi la conduttura di ritorno adeguatamente pendente e dimensionata per l'acqua che arriva. Così il laboratorio/vasca non tracimera mai. Ma se un componente si alimenta di liquidi ma restuisce liquami a viscosità più alta. questi fanno tracimare la vasca. E il produttore del componente "sporcaccione" invece di curare la sua creatura, ti dicesse: se non hai uno spurgo sufficiente a portare una cifra d'acqua, non te lo consiglio. Ma non ti dice che non è acqua quello che lui produce :lol:
Ultima modifica di orione il dom 14 dic, 2014 01:42, modificato 1 volta in totale.
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda ser gio » gio 08 gen, 2015 13:05

Edo ma qesto tuo problema sei poi sei riuscito a risolverlo? Come? :wink:
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda Edo » gio 08 gen, 2015 13:13

ser gio ha scritto:Edo ma qesto tuo problema sei poi sei riuscito a risolverlo? Come? :wink:


Innanzitutto ho disabilitato il freno, togliendo il fusibile dalla scheda di frenatura elettronica.
Poi ho sostituito la scatoletta di comando del ventilatore, mettendone una protetta da un interruttore bipolare e da un fusibile.
Ora provo a sostituire l'interruttore magnetotermico principale, che a detta di qualcuno, potrebbe essere non perfettamente funzionante.
Aspetto che venga l'elettricista, poi ti dirò se col nuovo interruttore il problema dello sfrigolio si manifesta ancora....
Ciao,
Edo
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Re: Correnti....vaganti?

Messaggioda orione » gio 15 gen, 2015 03:29

Io continuo a dubitare della conformità di quel freno nei confronti della compatibilitá elettromagnetica.
Per curiosità prova a digitare EN61000 "electronic brake" e trovi una fila lunghissima di occorrenze.
Se però cerchi EN61000 site:kilbo.de o EN61000 site:klingerundborn.de manco una......
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