orione ha scritto:Ed infatti mi sembra di ricordare un discreto "buco" quando accendi la combinata... Quel calo visibile anche dalla luca di una lampada, direbbe che hai un impedenza alta e che quindi sei più suscettibile ai disturbi. Se poi avessi più di 0.39, il costruttore del freno ne sconsiglierebbe l'uso.
barone rosso ha scritto:
giannuzzo passa + Iquadrot energia specifica passante ma se lo dico te capisci se si parla in generale è un pò un casotto. Cmq il 3 o 4.5 è più selettivo come ho scritto sui corti ma sulle prot. Magneto termiche non gli fa na pippa è la taratura che conta
barone rosso ha scritto:
, la curva come ho già scritto C va bene al 90 per cento il D si usa u motori grossini e rompiglioni...vecchie ascensori per capirci...ma se vuoi dissertiamo sui differenziali A AB s o i nuovi a curva composita differenziata con giunto che tengono bene in curva......(K) e non lasciano aloni![]()
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barone rosso ha scritto:...e quindi era l'impiantoolivieri e ravelli perdoneranno...... il neutro e la terra servono come lo sciaquone del cesso portano vi atutta la m...rda della rete.
Giannone ha scritto:Ho dei dubbi che l'impedenza del circuito di alimentazione di quella sega sia superiore a 0,39 Ohm. Considerato che un cavo unipolare isolato in pvc di sezione 2,5 mmq ha una resistenza di 9,55 ohm/Km e una reattanza di 0,132 Ohm/Km.
Poi tutto può essere![]()
Gianni
orione ha scritto:Giannone ha scritto:Ho dei dubbi che l'impedenza del circuito di alimentazione di quella sega sia superiore a 0,39 Ohm. Considerato che un cavo unipolare isolato in pvc di sezione 2,5 mmq ha una resistenza di 9,55 ohm/Km e una reattanza di 0,132 Ohm/Km.
Poi tutto può essere![]()
Gianni
Tutto può essere, però bisogna fare i conti giusti, Gianni. Una linea di trasmissione non è un filo isolato e la reattanza induttiva è almeno 10 x più alta. Ma anche fosse, considerando solo la resistenza che riporti, è in perfetto accordo con i miei 40 m no? 10 Ω / 25 fa 0.4 e 1000 / 25 = 40 m.
barone rosso ha scritto:...ammazza se continuate su sta strada bisogna chiedere aiuto alla Cristoforetti![]()
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Giannone ha scritto: ..Lasciala stare dov'è che è brava. Con queste c@zzate quaggiù ci possiamo divertire noi. Anche se per Edo, non è tanto una c@zzata...
G
orione ha scritto:Ciao Edo. Riguardo alla domanda su come si misura, credo che per quanto consta la resistenza dellla linea, una stima abbastanza facile è la legge del partitore cioè attaccando un utilizzatore al tuo punto di indagine la tensione cala grosso modo di una quota percentuale rispetto al valore a vuoto dello stesso rapporto che c'è tra la resistenza della linea e quella del tuo utilizzatore. Ad esempio se il carico che attacchi assorbisse 2.2 kW la resistenza sarebbe circa 22.Ω quindi il calo limite che corrsiponderebbe a quello per il quale il freno viene sconsigliato, sarebbe del 1.8 % su 220 V circa 4 V. Non sono valori così assurdi in usa è ammesso una fornitura di energia con un calo non superiore al 5% e in Uk al 4%
In altre parole io non so nel tuo caso come influiscano i tot m di cavo + i tot al contatore + i 500 per arrivare al trasformatore sull'impedenza della linea, dico che ho fatto una misura or ora a casa mia: casa recente, impianto fatto bene, cabina a 50 m, contatore il piano di sotto, colonna 6mmq, quadro abitazione scatola di derivazione 5 m a 4 mmq, presa cucina a 1 m con un 2.5 mmq,e attaccando il forno, la tensione cala di 5 V.
L'impedenza linea a casa mia non soddisfa i requisiti.
Edo ha scritto:
Fammi capire....
Vado a leggere la tensione sul contatore elettronico, a carico = 0
Poi accendo la sega a nastro e vado a rileggere la tensione sul contatore
Se cala più di 4 Volt il mio impianto non soddisfa i requisiti.
Ho capito bene o mi serve un tester?
orione ha scritto:Edo ha scritto:
Fammi capire....
Vado a leggere la tensione sul contatore elettronico, a carico = 0
Poi accendo la sega a nastro e vado a rileggere la tensione sul contatore
Se cala più di 4 Volt il mio impianto non soddisfa i requisiti.
Ho capito bene o mi serve un tester?
Edo,io ho usato un tester, naturalmente mi riservo di valutarne la precisione, ma sulla differenza non dovrebbe sbagliare piu di 1V.... Il visore del contatore non so quanto sia accurato (forse lo è pure di piu) ma il problema è che se vuoi tener conto di tutte le perdite dovresti misurare alla presa dell'utilizzatore, a vuoto non cambia ma sotto carico...
Un modo senza tester potrebbe essere piccola teiera elettrica con resistenza immersa, acqua attaccato alla presa sega a nastro da solo: misura del tempo di ebollizione, e poi tornando alle condizioni iniziali teiera fredda acqua medesima T e quantità operazione ripetuta con teiera + carico noto (meglio se grossino e resistivo tipo termoventilatore), e fatto in assenza di consumi variabili concomitanti da altri sulla stessa linea, di notte?
Il tempo di ebollizione dovrebbe aumentare di una quota che si può stimare pari al doppio della percentuale indagata (del calo di tensione) e quindi sapendo il valore di targa del termoventilatore, poniamo 1kW 50Ω gli 0.4 Ω corrispondono circa allo 0.8 % di caduta.
Quindi se l'acqua impiega un 1.6% del tempo in più a bollire sei al limite....
Tutto in linea di principio e da verificare con così tante fonti di errore che....meglio se ti fai prestare un tester!
ser gio ha scritto:Edo ma qesto tuo problema sei poi sei riuscito a risolverlo? Come?