Più l'angolo è acuto e più si presta ai legni teneri. Mi sembra che i coltelli siano forniti con angolo di 30 gradi.
Faccio prima a darti i link di un bravo insegnante. Personalmente mi trovo bene a fare come lui, partendo da dietro all'inizio e spostando poi entrambe le mani sul piano di uscita, schiacciando ma senza premere eccessivamente altrimenti non toglierai mai la concavità.
https://www.youtube.com/watch?v=DTFPNvPUlvY
https://www.youtube.com/watch?v=3CRXKjERhf4
Senza ovviamente dimenticare l'amico Giacomo con questo interessante video tutorial (dal minuto 13 entra nel vivo della piallatura a filo e riassume egregiamente come vanno tenute le mani)
https://www.youtube.com/watch?v=wSSlgGXezow
Rispetto alle sue indicazioni, applicabili su una pialla di quel tipo, sulla ept si deve essere meno voraci......perciò asportazione massima 1-1,5 mm sulle prime passate di piatto, 0,5 mma max a finire. Di costa 2 mm iniziale, 0,5 mm a finire.
L'importante, per me, è evitare, come già detto, di schiacciare il pezzo sui piani e trovare una posizione comoda per la spinta. Poi a seconda del pezzo e della sua posizione (piatto o costa) la mano destra lo spinge dal piano di entrata o di uscita. L'importante è sempre avere la sinistra che agisce sul piano di uscita. Ovviamente all'inizio della piallatura entrambe le mani lavorano sul piano di entrata, poi entrambe sul piano di uscita. Nelle passate a finire puoi schiacciare di più perché la tavola è spianata e non richi di continuare a lasciarla concava ma, anzi, eviti i saltellamenti.
PS: figata il web.....quando ho iniziato io non c'erano questi mezzi e si andava avanti a testate....visto che non c'era nessuno nei paraggi che mi poteva dare una mano....
