Estel ha scritto:gmgd ha scritto:la parte sinistra della guida è quasi sempre non vincolata alla macchina è nel
movimento alternato delle mani a sorreggere e far avanzare il pezzo
provocano una leggera flessione della guida che provoca una variazione del
parallelismo, questà secondo me è una condizione che peggiora il taglio.
La mia (modesta) esperienza, ma sopratutto la fisica mi dicono che non influisce(se non in positivo=no segni lama in uscita), sulla qualità del pezzo tagliato alla guida parallela, se la guida apre in uscita o è parallela.
Ipotizzando un estremo: la guida apre di diversi mm! Tenendo il pezzo contro la guida parallela il pezzo risulterà parallelo per forza di cose(il punto in cui la guida è più vicina alla lama è quello che conta ed è univoco), semmai il taglio sarà largo come lo spessore dei denti più l'entità dell'apertura della guida.
Altro discorso è quello della rigidità della guida: qui è sufficiente usare il metodo Giannone=la mano sinistra ben salda sul piano, in entrata, spinge il pezzo SOLO in direzione della guida, la destra spinge il pezzo avanti. La guida, così facendo, non c'è pericolo che si pieghi.
A dire il vero io(che non uso il coltello divisore) uso il metodo Giannone modificato: la sinistra rimane in entrata fino all'ultimo per spostarsi in alcuni casi(listelli sottili, ecc) ben al sicuro davanti alla lama per accompagnare il pezzo dolcemente contro la guida o semplicemente in avanti.
Giannone ha scritto: Se ho un listello del genere (ma anche qualsiasi altra cosa) lo spingo con la destra mentre con la sinistra lo tengo accostato alla guida parallela, prima della lama facendolo scorrere. Quando sono in prossimità della lama, dato il poco spazio, in questo caso uso lo spingipezzo per completare il taglio[...] Quando lo spazio è sufficiente lo spingo con la destra oltre la lama...
Per quanto riguarda l'incisore io lo usavo pochissimo, oserei dire quasi mai. Vi assicuro che di bilaminato ne ho tagliato un bel po' e, dopo vari esperimenti, ho scoperto che i fattori che incidono maggiormente sulla pulizia del taglio sia sopra che sotto sono 4. In ordine di importanza:
- Numero denti, taglienti affilati
- Tipo di supporto per il laminato(listellare=good, truciolare=bad): più duro e compatto è, meglio è.
- altezza della lama rispetto al pannello. Troppo bassa= ottima finitura sotto, scarsa sopra. Troppo alta= ottima finitura sopra, viceversa sotto. P.s. con lama buona e affilata c'è più tolleranza rispetto all'altezza, viceversa è un casino.
- larghezza della fessura da cui esce la lama.
Ho sempre avuto un'ottima finitura, senza impazzire tutte le volte a regolare il rifilatore.
Scusate per la lungaggine e per le descrizioni "sintetiche"

Ciao Benedetto
In effetti, su listellini molto piccoli e che vibrano, uso anche io tenerlo poi fermo in uscita a fine taglio, usando uno spingipezzo sagomato, ma sono casi limite.
Per il resto mi trovi d'accordo salvo che su una cosa, il non utilizzo del coltello divisore.
A questo punto faccio una domanda, non particolarmente a te ma a tutti quelli che, a quanto pare per scelta non lo usano:
Perchè lo togliete?..... io veramente non riesco a capire quali vantaggi ne traete.
L'unico possibile svantaggio è la questione dei tagli ciechi se non è del tipo a pari filo superiore lama, però questo, francamente, si risolve in 5, dico 5 minuti, con una piccola modifica (non controbattete sulla modifica perchè può anche essere fatta su di un nuovo coltello mantenendo l'originale, se proprio volete mantenere intatta la dotazione. Sempre meglio che non usarlo) ribassandolo se necessario. Ormai comunque molte macchine permettono già questo tipo di montaggio.
Lame più fini? mah... la stragrande maggioranza di utilizzo sta nelle 3,2...
Fatto questo, ripeto, 5 minuti, il resto sono tutti vantaggi:
- drastica riduzione del pericolo di rifiuto del pezzo
- conduzione migliore del taglio
- mancanza o quasi della necessità di dover usare la sinistra per l'aderenza post-lama perchè ci pensa lui, salvo appunto casi limite.
Detto questo, io ce l'ho montato da una vita, non sento mai la necessità di toglierlo, mi aiuta molto; credo (ogni tanto mi viene il dubbio) di essere un falegname...... ripeto la domanda mettendola in forma diversa: c'è un motivo reale, operativo, logico per non utilizzarlo, che non vada oltre la semplice (e curiosa per me) voglia di non farlo?
Se c'è ditemelo perchè io da solo non ci arrivo davvero. E siccome, come ho sempre sostenuto, ho piena coscienza di essere scarso, ogni occasione è buona per migliorarmi
(ovviamente non mi riferisco a chi ha impedimenti meccanici o di tipologia di macchina, nel quale merito non entro). E non sto parlando di obblighi di legge o meno, mi riferisco solo a questioni tecniche.
Sul discorso incisore, io sono probabilmente viziato dal fatto che sia sulla macchina precedente che su questa la regolazione è semplicissima, viene mantenuta e in 3 secondi si mette in posizione e si toglie quindi ovviamente lo uso, perchè non ho motivi per non farlo. Capisco però che su molte macchine, perchè l'ho anche visto di persona, la questione è complicata e pallosa, per cui è giusto cercare soluzioni alternative che come dice giustamente Benedetto sono valide.
Sul metodo utilizzato da Michele, non dico altro perchè è giusto che ognuno faccia come vuole e ci mancherebbe, ma non è questione di credere o non credere che funzioni, perchè funzionare è ovvio che funziona, non c'è bisogno di atti di fede. Ma il punto è che se ci sono metodi oggettivamente più razionali e sicuri (parli di vantaggio che avrei io dall'utilizzo del coltello divisore, sembra che io sia un privilegiato.... solo perchè lo uso

) o che magari c'è il sospetto o la remota possibilità che lo siano, forse a volte mettersi in discussione potrebbe giovare, anche se capisco, ammiro e rispetto chi non ne ha più bisogno.
Ciao
Gianni
p.s. a proposito, detto molto in generale, su questioni inerenti i possibili pericoli, l'atteggiamento del tipo "io ho sempre fatto così e non ho mai avuto problemi" abilitano automaticamente alla qualifica di "bischero" quando poi succede qualcosa e a volte anche peggio, purtroppo.

"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)