le prolunghe servono quando, lavorando da soli, non si riesce a sorreggere con efficacia il pezzo,
perchè magari troppo lungo e/o pesante, ma tali possono essere di intralcio ad una giusta tecnica
per raddrizzare un pezzo storto. Ho una lunga esperienza come "ragazzo di bottega" quello che porge
e sorregge i pezzi nelle varie lavorazioni a macchina e a mano, e con questa ho maturato, tra altre cose,
la consapevolezza di come si possa piallare con una pialla storta e corta ( corta rispetto al pezzo).
Adesso spiegare cosa intendo mi è difficile (sono convalescente a letto, e non vorrei fare troppo sforzo mentale
Insomma intendo dire che una pialla anche con piani corti, ben regolata nel parallelismo dei piani, con la
dovuta attenzione riesce a fare a meno delle prolunghe.
I vecchi maestri che ho frequentato, tutti, prima di piallare traguardavano a occhio il pezzo per stabilire
da quale verso era meglio "attaccarlo" salvo segnare prima con una matita il "verso del pelo" e fare verso
questo l'ultima passata.
Noto che per molti, hobbisti più o meno, specie per quelli che si sono approcciati da poco al legno, il fatto di
non aver fatto nessun praticandato fa si che siano deficitari delle basi della falegnameria e questo li spinge
verso soluzioni e lavorazioni alternative.
Va bene anche questo, per carità !
