https://www.maderelectricinc.com/blog/can-you-use-a-variable-frequency-drive-vfd-on-a-single-phase-motor
https://www.kebamerica.com/blog/vfds-for-single-phase-applications/
https://www.omron-ap.com/service_support/FAQ/FAQ00684/index.asp
secondo me il problema è il seguente: un inverter specie quelli economici di questo tipo, è meglio evitare di connetterlo ad un motore monofase, specie se questo non è di recente costruzione o non è avvolto con isolamenti migliorati. In pratica se si tratta di un vecchio motore recuperato, l’installazione é a rischio.
L’inverter non da invece problemi sui motori trifase; il numero di installazioni e di prove viste sul tubo è decisamente a favore del motore trifase. Vi sarebbe un documento di test di questo inverter su motori monofase che sembrerebbe esaustivo ma sfortunatamente (per me) è in tedesco.
Le due modalità di collegamento suggerite nella figura di Gerlando, possono essere ritenute valide in qualche circostanza, ma non in generale.
In quella che conserva il condensatore, si rischia di guastare il componente e di non aver una buona regolazione, perche la reattanza capacitiva varia con la frequenza (come diceva Nikk) e non è quindi possibile utilizzare il condensatore con funzione di sfasatore di 90 gradi, ad una frequenza variabile.
Se si toglie, si fornisce una alimentazione sfasata come la trifase ad un motore a 2 avvolgimenti in quadratura. (come diceva Dino), il collegamento con un monofase e il relativo disadattamento causa introduzione di armoniche, vibrazioni, rumorosità, coppia inferiore, surriscaldamenti, e potenziali tensioni indotte che superano il limite di isolamento degli avvolgimenti.
Una semplice prova di qualche minuto non estingue la casistica dei motori monofase in circolazione.
Questa non è “teoria” nel senso di speculazione, sono nozioni di base dell’elettrotecnica sulle quali si basa l’impianto della nostra conoscenza. Possiamo definirle pure “pratica quotidiana” dato che su questi principi si basa il funzionamento degli utensili e degli elettrodomestici che ci circondano. Ormai collegare una spina ed accendere un dispositivo non è più questione di teoria, come 2 secoli fa, anche se nessuno di noi “vede” con i propri occhi la corrente o la tensione.
Il confine tra teoria e pratica è quindi mutevole e sfumato. Mano a mano che si stratificano le esperienze, e diventano acquisizioni condivise, vasti aspetti di teoria diventano pratica (come accendere un motore) e vasti aspetti di pratica ridiventano teoria (come accendere un fuoco senza un bic, ma anche come costruire uno strumento musicale

)
Secondo me, si dovrebbe, a cominciare dal sottoscritto, evitare di inalberarsi alla prima critica, cercando di mettere sul forum quello che si conosce, sia essa teoria o pratica, o entrambe, basterà spiegare e giustificare, eventualmente fornendo doc e link, e non basare alcuna affermazione su referenze personali (tipo questo te lo dico perchè c’ho lavorato una vita) che su un forum non sono verificabili e infastidiscono il lettore. Oppure in versione “pratico”: “non sai quante lavorazioni di queste faccio io in un giorno..”. O ancora perchè sono “gran. uff. di gran. croc.”
Un forum dove nessuno piu scrive per evitare di urtare la sensibilità di tizio o di caio, è molto triste, più di uno dove vi sono discussioni tecniche animate (senza trascendere naturalmente).
E rischia anche di diffondere informazioni parziali o errate.
IMHO