Mi è capitato di scorrere un articolo sulle catastrofi climatiche, nel quale si scopre dopo 50 (cinquanta) anni che l’umanitá starebbe seguendo abbastanza fedelmente le previsioni delineate nei “limiti dello sviluppo” (1972), lo studio voluto e commissionato dal club di Roma al MIT.
L’ articolo come molti altri che riprendono il tema, sembrano dimenticare le origini di quello studio, come venne promosso da un comitato ben più rilevante e multidisciplinare, si direbbe oggi, di un gruppo del MIT ma principalmente si dimentica di come i risultati a cui giunge siano stati aspramente criticati da tutti i punti di vista fino a tempi molto recenti.
Tipicamente derubricato a libercolo di fantascienza con ambizioni predittive. Come dire:
Se erano le fantasie catastrofiche di un gruppetto di fanatici con a capo un italiano, erano spazzatura…
Se “si scopre” che c’era del vero, è merito del MIT!
Del resto, non ci si poteva attendere qualcosa di diverso, non si è mai fatto nulla per contrastare la tendenza, nemmeno quando le cose sono peggiorate ancora piu velocemente delle previsioni.
Se si digita “Peccei” si può verificare come a fronte dei numerosi articoli sui cambiamenti climatici, egli venga citato in pochissime Notizie al di fuori dell’italia, e in italia… da nessuna!
Vale la pena di ricordare come nacque il club e chi era Aurelio Peccei.
https://www.treccani.it/enciclopedia/aurelio-peccei-e-i-limiti-dello-sviluppo_%28Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Tecnica%29/
NB E non è una rivendicazione “sovranista”, anzi.
