Ciao
Siccome si parla molto in rete del confronto tra i due prodotti in questione, mi permetto, seppur da hobbista inesperto, di scrivere questo post, premettendo che sono alla mia prima fresatrice/refilatore, quindi non ho sufficiente esperienza per dare una valutazione sull’utilizzo pratico e sulla qualità della lavorazione.
Siccome ero molto indeciso tra i due prodotti, ho ordinati entrambi i kit e ho quindi avuto modo di toccarli con mano contemporaneamente.
Direi innanzitutto che sicuramente i due prodotti non sono identici, ne escono dalla stessa fabbrica come qualcuno suppone, perché dal punto di vista della qualità costruttiva siamo su due mondi completamente diversi. E’ ovvio che Katsu abbia copiato pari pari le forme, ma come materiali e finiture c’è molta differenza.
Il Katsu usa plastiche evidentemente più economiche, e anche le parti in metallo esternamente sono molto più grezze rispetto al Makita. L’inserimento e scorrimento del corpo macchina nelle basi, come in generale le viti di regolazione, nel Katsu presentano qualche impuntamento seppur mai grave, mentre nel Makita tutto scorre come nel burro.
Nel Kit Katsu manca la base per fresature decentrate, presente invece nel kit Makita (ma si può comprarla a parte), il quale è anche completo di box di contenimento e trasporto in plastica, mentre il Katsu arriva in scatole di cartone.
C’è da dire che una volta serrato il tutto, anche nel Katsu non si rilevano giochi, quindi non credo che quanto detto fin qui possa compromettere la precisione in lavorazione.
La parte del clone Katsu che mi lascia più perplesso e dove la differenza di qualità si potrebbe riflettere anche sulla funzione, è la base ad immersione. Nel clone è chiaramente tutto più grossolano. La vite di regolazione millimetrica nel mio esemplare lavora male, è dura in molti tratti, e il nottolino graduato girevole che serve ad azzerare ha troppo gioco e rischia di muoversi.
Anche la scala graduata posta nel corpo della base, nel Makita è rappresentata da una targhetta molto ben leggibile e precisa, nel clone è ricavata direttamente nella fusione metallica, con tacche molto grossolane, quasi illeggibili e sicuramente imprecise, per cui il tutto va sempre verificato con uno strumento di misura esterno.
L’elettronica di gestione del motore nel Makita è senz’altro più evoluta: la regolazione del numero di giri mandrino nel Makita è continua, e quando si effettua una regolazione agendo sull'apposita rotella, si percepisce come il motore raggiunga la nuova velocità scelta in maniera progressiva.
Nel Katsu il potenziometro lavora a scatti, quindi per step, e il cambio di velocità è repentino.
In lavorazione, il Makita tende a mantenere la velocità prescelta, mentre nel Katsu la velocità si riduce in rapporto allo sforzo.
Questi aspetti relativi al motore, come dicevo all'inizio, non so valutare se possano incidere sulla qualità del lavoro finito, quindi lascio ai più esperti le loro valutazioni.
Per chiudere, una considerazione va fatta sull’eventuale assistenza.
Il clone Katsu si trova in vendita sulle principali piattaforme On Line marchiato con brand diversi, tutti fantasma, nel senso che di nessuno di questi esiste un sito web ufficiale ne una rete di assistenza specifica.
Ho quindi ragione di pensare che, finché il prodotto clone è in garanzia, si possa tentare di rivolgersi dove si è acquistato il prodotto incrociando le dita; a garanzia scaduta, ho seri dubbi che si possa ottenere una qualsiasi assistenza in termini di riparazioni o ricambi.
E’ vero che molti ricambi sono intercambiabili con quelli Makita, ma non tutti, come sicuramente il motore, che è diverso, e la schedina di controllo che lo gestisce, che ha proprio la rotella di regolazione velocità montata in una posizione diversa nel clone, ed è l'unica differenza sostanziale che balza agli occhi tra i due corpi macchina.
Quindi, la prima conclusione è che i due prodotti non sono per niente "praticamente identici" come ho letto in molte parti, ma condividono solo le forme esterne e il modo di utilizzo.
Dal basso della mia inesperienza, la scelta credo dipenda tutta dall’utilizzo che se ne fa.
Se può interessare, la mia parte razionale e precisina penderebbe tutta a favore del Makita, ma alla fine credo che mi terrò il clone e renderò l’originale, per considerazioni di buon senso più che tecniche, legate in parte al portafoglio, in parte all’utilizzo pratico che ne farò: sono un hobbista, la macchinetta mi serve adesso per un paio di progetti, ma poi non credo che la userò per più di 4/5 volte l’anno, e in fondo per me si tratta di giocare, non di lavorarci.
Per chi ci deve lavorare, o semplicemente per chi se lo può permettere, tutta la vita il Makita.
A ognuno poi le proprie valutazioni.
Ciao
