Per partire con un.discorso decente sulla realizzazioe di poliedri in legno, bisogna forse distinguere alcuni casi:
- Che tipo di poliedri si vogliono fare, e con che utensili, ad esempio eliminando quelli stellati visto che hanno dei sottosquadri e limitandosi a quelli convessi. (?) . Una ottima definizione che mi ha insegnato mio figlio è questa: se su i lati di poligono (un lago) o sulle facce di un poliedro ci si immaginano una ragnatela di strade, la struttura è convessa se io percorrendola in moto posso permettermi di correre a piacere tanto il rischio di uscire di strada, mi porterà e non finire mai nel lago ma sempre all'estermo.

(a me era piaciuta)
- Se devono essere solidi o meglio pieni, a lamine che descrivono le facce, o a listelli sugli spigoli
- Se sono solidi, quanti ne devono essere prodotti e di che dimensioni per vedere se e quale jig sia conveniente, e se sia conveniente ad esempio investire lavoro per preparare una barra ad esempio ottagonale magari per farne solo 2
In sostanza per farne parecchi conviene partire da una sezione del listello le cui superfici laterali già cadono su alcune facce del poliedro così si risparmiano tagli e materiale.
Questo qui sopra è il metodo più "barbaro" per fare un 12edro perchè su 12 facce si fanno 12 tagli, si spreca un po' piu materiale, però non ha bisogno di jig, va bene per un pezzo unico piuttosto grandicello direi...
Qui uno schizzo:
Naturalmente sull'ordine di come ottenere gli spigoli c'è una certa arbitrarietà, essa va usata per scegliere la posizione n modo che dei due tagli che ottengono lo spigolo, l'ultimo sia quello con la vena messa in modo che minimizzi la probabilità di scheggiare.