da TheJoynter » mer 29 mar, 2017 20:36
Mi è capitato di pensare a lungo alle ragioni dell'indubbia decadenza dei mobili, del perché e percome siamo passati dal legno (anche tamburato, diffusissimo e spesso bellissimo tanto tempo fa) alle schifezze in giro adesso.
Anch'io mi sono chiesto ma sarà il mercato, anzi, più sinceramente: "ma siamo diventati tutti imbecilli, o siamo diventati tutti poveri in canna senza un minimo gusto del bello?".
Non mi sembra un argomento semplice, ma per natura sono sempre portato a guardare l'altra faccia della medaglia, e quali siano i mobili "belli" che abbia davvero mai visto.
Non ho esperienze significative di case signorili, ma tutti i mobili di vero legno che mi capita di avere in casa, o aver visto in altre case, o dal rigattiere, hanno una cosa in comune: sono PICCOLI. Gli armadi delle nonne e delle biszie zitelle, le librerie di famiglia di noce, i tavoli...Sono tutti oggetti che oggi starebbero bene in una stanza di studente.
Gli armadi di legno, che sicuramente costavano un botto di soldi (in proporzione), erano oggetti da un metro e venti, buoni per tenerci il soprabito invernale, lo spolverino estivo, e due vestiti buoni (neri) per andare in chiesa la domenica, uno di flanella per l'inverno e uno di lana pettinata per l'estate. Le scarpiere non esistevano, perché quante paia di scarpe deve avere uno? Il tavolo era piccolo e quadrato, perché non aveva senso avere un tavolo da cucina piccolo, dove mangiare di solito, e il tavolo bello da otto/dieci posti per farsi belli con gli invitati a Natale e Pasqua. Le librerie? Vabbè, quelle non esistevano proprio, se non nei conventi e nei seminari, perché fino all'800 i libri, ragazzi, non esistevano se non nei conventi e nei seminari. E a casa di Monaldo Leopardi, che non a caso permise la nascita di un Giacomo Leopardi.
Parlo di famiglie normali, non di case di gente con tre cognomi attaccati col trattino, che va detto, avevano più gusto allora di oggi ma non fanno mai grandi numeri.
Oggi abbiamo tutti l'armadio quattro stagioni, sempre strabordante di vestiti. Le scarpiere da trentadue paia di scarpe. Il tavolo da pranzo in sala da pranzo. Tre-quattro librerie Billy per tenere qualche centinaio di libri e riviste. È un male? Certo che no. Ma se una volta queste cose le aveva solo chi poteva permettersi tutto il "superfluo", e quindi poteva anche farle fare al falegname, oggi IO, che non sono un amministratore delegato ma di scarpe ne ho comunque tante, ho bisogno di una scarpiera, e avendo un botto di libri ho bisogno di qualche libreria, e non per questo voglio pagarle xxxmila euro per farle fare di noce o se va bene di faggio ("io" impersonale).
La mia idea, insomma, è che sia inevitabile, e che a ben vedere, l'alternativa sia peggiore. Una volta i mobili erano esattamente come le automobili: in giro ce n'erano pochi e piccoli, ma erano di legno come le auto erano di ferro. Adesso chi vuole gli uni di legno o le altre di ferro ha ancora modo di farseli fare, pagandoli un botto. Ma è veramente un "botto"? Secondo me no, penso sia sempre stato un "botto"...Ma sembra di più perché non sono più considerate spese necessarie o importanti. L'armadietto di pino della prozia, durato duecento anni, costava come la cucina Lube di adesso, che di anni ne dura venti, ma la cucina non l'avevano proprio.
Bon, scusate la lenzuolata.
E sì, rimpiango anch'io i mobili di legno.
Ciao