Da un certo numero di anni (almeno dieci) frequento gruppi di discussione (prima) e forum (poi):
la rete si è evoluta, i pc che usavamo allora, oggi appaiono come preistoria.
Ci sono stati molti e importanti sviluppi sulla rete, ma una cosa è rimasta invariata: ci sono sempre
persone che entrano nelle discussioni con la presunzione di essere più furbi, più intelligenti e pensano
di reinventare l'acqua calda chiamandola "acqua ad alta temperatura", dando poi dei "cretini"
e degli "incompetenti" a tutti coloro che da sempre continuano a chiamarla semplicemente "acqua calda".
Altre volte, addirittura, pretendono che l'acqua fredda venga considerata calda e
a nulla vale contrapporre una misura con il termometro!
A nulla serve ribadire il "primato" della scienza e del suo metodo di "accumulazione
delle conoscenze" e dei suoi "principii autocorrettivi", che portano a costruire il progresso
usando come fondamenta i risultati precedentemente acquisiti, perché tali individui pensano
di essere al di sopra del metodo scientifico, che criticano aspramente dimostrando altresì
di non averlo mai né studiato né conosciuto, magari avendone una visione "sempliciotta"
e "romantica", di una scienza che opera con il contributo di pochi individui geniali che,
nell'isolamento del loro laboratorio, compiono scoperte sensazionali e rivoluzionarie.
Nei forum a tema come il nostro, poi, c'é chi pensa di potersi innalzare al di sopra degli altri e "pontificare"
su qualunque argomento per il semplice fatto di essere "professionisti del campo, in un forum
di dilettanti", con l'arroganza e la presunzione di rivolgersi ad una platea di bambini goffi e ignoranti,
dimenticando invece che gli interlocutori sono persone che a loro volta possono (e spesso hanno)
professionalità importanti e consolidate, magari proprio nei campi del sapere che sono oggetto
del "pontificare".
Difficile mantenere la discussione sul merito, perché emerge sempre questa tendenza
a voler dimostrare la propria superiorità, sminuendo le competenze altrui, cosa che invece
evidenzia un malcelato complesso di inferiorità, esattamente come avveniva ai tempi della
scuola, quando il "somaro" prendeva in giro il "secchione" e si guardava bene dall'intavolare
un confronto sensato, perché portata sui corretti piani, la discussione sarebbe sempre
stata "vinta" a mani basse da colui che, oggetto dello sberleffo, in realtà stava semplicemente
facendo (con profitto!) il proprio dovere di studente.
Vi confesso che a vedere certe dinamiche, tra persone adulte, mi si infonde una cupa tristezza d'animo...

