Torniosubito ha scritto:bel lavorone ...in bocca al lupo.
ma un anima di ferro agli scalini?
Grazie....,un incoraggiamento mi serve...... Per gli scalini o riesco nell'intento o ripiego drasticamente all'uso della saldatrice
Torniosubito ha scritto:bel lavorone ...in bocca al lupo.
ma un anima di ferro agli scalini?
remulo ha scritto:si ma...il corrimano come lo fai gianni???![]()
p.s. questa l'ha capita solo stefano![]()
alfredo bs ha scritto:riguardo la domanda iniziale: il ritiro di un impacchettamento di tavole alto 3m
la cosa interessava anche a me e mi sono messo a cercare, ho trovato un bellissimo articolo sulle caratteristiche fisico-meccaniche del legno
c'è anche un esempio di calcolo del ritiro in base alla variazione di umidità
a me sembra fatto molto bene
comportamenti fisico meccanici del legno
fanno anche un esempio pratico con una tavoletta di rovere, il ritiro cambia un pò tra tangenziale (fiammato) e radiale (rigatino) mentre lungo l'asse è quasi trascurabile.
bisognerebbe provare a fare due conti per stabilire la differenza di umidità massima durante l'anno, nel loro esempio considerano una variazione da 80% a 50% e il ritiro tangenziale (maggiore) è circa del 2,5% quindi sui 3metri sarebbe di 7.5cm, dilatazione che si dimezza se si usano solo sezioni radiali, immagino che su una ventina di scalini avrai un pò di coste fiammate e un pò rigatine quindi un mix tra radiale e tangenziale diciamo che potrebbe essere un ritiro di 4/5cm passando dall'80 al 50%
alfredo bs ha scritto:invece secondo me alcune statistiche è giusto che esistano e che dettino dei parametri, ad esempio è fuori ogni dubbio che al diminuire dell'umidità il legno si ritiri o che gli anelli di crescita del legno tendano a raddrizzarsi determinando un solo verso di imbarcamento delle tavole...
daltronde anche se è un materiale piuttosto complesso anche lui sottostà alle leggi della fisica.
è vero che sono tutte cose che si acquisiscono con l'esperienza ma, se è possibile, è anche comodo e utile renderle per quanto possibile prevedibili per mezzo di calcoli (ovvio che poi il risultato va ragionato e preso con le pinze)
zupippinu ha scritto:alfredo bs ha scritto:invece secondo me alcune statistiche è giusto che esistano e che dettino dei parametri, ad esempio è fuori ogni dubbio che al diminuire dell'umidità il legno si ritiri o che gli anelli di crescita del legno tendano a raddrizzarsi determinando un solo verso di imbarcamento delle tavole...
daltronde anche se è un materiale piuttosto complesso anche lui sottostà alle leggi della fisica.
è vero che sono tutte cose che si acquisiscono con l'esperienza ma, se è possibile, è anche comodo e utile renderle per quanto possibile prevedibili per mezzo di calcoli (ovvio che poi il risultato va ragionato e preso con le pinze)
giusto che esistono statistiche,ma non lavoriamo mica tavole appena sfettate da alberi, lavoriamo tavole,che nella peggiore delle ipotesi sono state fatte stagionare,magari nei forni industriali,ma asciutte,quindi i movimenti sono minimi
zupippinu ha scritto:scusami Edo se ti sei sentito offeso del mio pensiero (seghe mentali) non volevo minimamente offendere nessuno,mi devi scusare!chi mi conosce sa che non mi permetterei mai di offendere. il mio pensiero,e la mia esternazione è dettata dal fatto,che la falegnameria,non è una scienza esatta! ogni pezzetto di legno si comporta in diversi modi. se fai due lavori uguali con lo stesso legno,vedrai che non anno mai lo stesso movimento,e non otterrai lo stesso risultato. il legno va interpretato,va vissuto,e non esistono statistiche per stabilire parametri.io la vedo cos'ì,ma la mia è solo un opinione personalee ti posso garantire che non volevo minimamente offendere nessuno,scusa ancora.
Torniosubito ha scritto:https://www.youtube.com/watch?v=heCzZJ-YGew
trovato al min 11 si vede come risolvono il problema dl movimento, come applicarlo alla scala è un altro discorso ma si può fare basta studiarci un pò
