AlbertoA ha scritto:Non so quel sistema a raggi quanta forza riesca a trasferire dal martinetto centrale all'intera larghezza del piano.
Mi sembra che siano tutti spicchi, quindi la "forza" che viene trasferita su ognuno nella sua lunghezza non è quella di un "pezzo" intero di legno, ma di un qualcosa che tende a flettere molto di più fato che la "fibra" è stata interrotta, quindi potrebbe tendere a "flettere" come, per intendersi, la tela di un ragno...
Secondo me avresti ottenuto una maggiore rigidità facendo un telaio più "tradizionale".
Comunque gli spessori sono sicuramente importanti perchè si possa flettere, ma in senso trasversale alla venatura potrebbere succedere, per questo serviva un "traverso".
Vero è che anche il piano di ferro tende a lavorare "in tensione" in sinergia con il tavolato.
Il telaio lo avrei fatto con anche dei "registri" per aumentare la pressione ove fosse stato necessario... ma, dato che è fatto ti conviene provare!
Ciao,
Alberto
Concordo con Alberto circa gli spicchi.
Se vogliamo fare un ragionamento teorico, semplificando un pò possiamo dire che il martinetto agisce sulla parte centrale di una trave che è appoggiata agli estremi e che è gravata da un carico uniformemente distribuito.
In una simile trave la sezione più sollecitata è quella centrale, in corrispondenza del martinetto appunto.
Quindi la divisione in spicchi influisce negativamente sulla resistenza e sulla rigidità della struttura.
Quindi, sempre dal punto di vista teorico, sarebbe stato meglio fare le nervature in un pezzo unico, magari di sezione maggiore al centro e rastremandolo verso l'estremità.
Mi rendo conto però che è quasi impossibile farlo in pratica.
L'unico modo di realizzarlo, forse, è quello di mettere un tirante sotto i due spicchi opposti, alzandoli però leggermente al centro, in modo che non tocchino sotto quando il martinetto preme. Si avrebbe così una migliore distribuzione della pressione sulla periferia.
In alternativa si potrebbe pensare di bordare con un robusto profilo metallico il perimetro del pannello quadrato, facendo spingere lì le teste degli spicchi.
Verso il centro la reazione sarebbe invece affidata alla robustezza del pannello sottostante.