Chicco ha scritto:ma guarda che nessuno da la "colpa" all'ikea eh? leggi bene gli interventi.
quello che dici sul fatto che nessuno se lo può permettere è vero, ma come già analizzato, la colpa non è dell'ikea in se, ma del sistema che fa si che la retribuzione oraria dell'artigiano dev'essere troppo alta per garantirgli la sopravvivenza.
Infatti. Si poteva citare qualsiasi altro grosso gruppo in qualsiasi settore. Ci si sta tutti uniformando. Se si fa un giro in una città per vedere i negozi locali, le cose particolari del posto, pensando di trovare diferenze si rimane delusi: tutte le città uguali, calzedonia, yamamay, orofino, e via dicendo per i negozietti, e analoghi altri nomi per i grossi discount. E così poche utensilerie, poche ferramenta di quelle di una volta dove ti sapevano consigliare, in cambio brico, obi, ecc dove il co-co-commesso interinale in prestito da un call center pensa che un vaso di espansione sia una fioriera. Le case uguali, i mobili, tutto uniforme. Pensate all'assurdo: il quadro. Ikea e non solo vendono i quadri. Mi chiedo: il quadro non è un mobile, non ha funzioni, è puramente voluttuario, decorativo ed era stato pensato per ritratti della famiglia o paesaggi ma qualcosa il cui valore affettivo era connesso alla mano dell'autore o, in seconda, al gusto del proprietario che lo mostra come cosa unica. Beati gli acquarelli sghembi e improbabili del tipico ristorante veneto (mi scuseranno), almeno sono fatti in casa. Poco importa se il ragazzo ha la prospettiva prerinascimentale, dovrei mettere un paesaggio su tela delle hawaii, lo stesso che ha il mio dentista?
Io sono degli anni dove la disoccupazione era al 4% un terzo di quella attuale, i mobili erano considerati una spesa per la vita. Io ho ancora quelli di mio nonno e quelli dei miei genitori nonostante questi ultimi sono agli occhi attuali inguardabili, tamburati rotondeggianti. Si stava molto peggio economicamente, di sicuro, le tabelle del potere d'acquisto rinormalizzato parlano chiaro.
Però mio padre con un lavoro dipendente non qualificato manteneva 5 persone.
la maggioranza dei miei conoscenti adora passare i week end nei centri commerciali a prendere oggetti che alla fine sono tutti uguali e sentirsi euforici per esserseli accaparrati per poco prezzo (meccanismo psicologico naturale che al suo estremo diventa shopping compulsivo).
Vero. E forse nemmeno al suo estremo, forse lo è già. Anch'io, chiunque penso sia capitato di uscire da un grosso centro di quel tipo senza aver trovato quello che si cercava, ma con qualcosa comprato perchè era "carino" e costava incredibilmente poco.
Mia madre ricordo ha strapazzato mia zia, mentre origliavo ho capito che era per il regalo che mi aveva fatto: il giocattolo andava a batterie. Non ho mai potuto vederlo funzionare.
Però se volevo trovare degli scarti di compensato per il traforo, avevo l'imbarazzo della scelta. Il primo falegname era a 150 m da casa e il secondo a 300.
Scusate gli aneddoti personali era per spiegare a cosa mi riferivo con ikea, la globalizzazione e il si stava meglio quando si stava peggio. Una serie di luoghi comuni... come un centro commerciale.
PS qualcuno ha mai visto un centro commerciale aperto ma con i negozi chiusi dove la gente comunque ci gira la domenica? Penso sia una delle viste più raccapriccianti che uno possa incontrare...

