Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda CavalloGoloso » mer 25 lug, 2012 07:09

Andrea ha scritto:
Woodwork ha scritto:
Ok mi sto convincendo Che devo abbandonare l'idea del piano con le assi di toulipier e passare alla soluzione multistrato come mi suggerisci tu.


Ma no, non arrenderti! :-)

Allora, come ti hanno detto tutti, il legno è un materiale abbastanza stabile lungo-vena, ma soggetto a cambiamenti dimensionali nelle sezioni traverso-vena. Perolpiù a causa velle variazioni di umidità nell'aria.

I tavoli che hai postato se non hanno prodotto fessure significa che, o sono di legno stabilizzato (multistrato o mdf nobilitati o massello impregnato di resina) oppure sono sempre stati in un luogo con una umidità ambientale pressochè costante.

Non c'è niente da fare: un piano in massello incorniciato da un bordo giuntato ad angoli semiretti è destinato a produrre fessure.

Eccoti le foto di tre miei tavoli (i primi due li ho costruiti io):

Immagine

Immagine

Immagine

In alcuni casi le fessure sono sulla cornice mentre il altri sono nel piano centrale.

E' un grosso problema?
Per me no. E' legno. E' il suo bello. E' nella sua natura di espandersi e contrarsi.
Io ho diversi mobili vecchi e non ce n'è nessuno che non abbia fessure da qualche parte. Talvolta anche molto evidenti.
Ma è questione di gusti. A me piace, ad altri, giustamente, le fessure non piacciono.

E comunque non esplode e non si disintegra niente. E' solo qualche fessura. :-)


Sono d'accordo con te in linea di massima. Mi riferivo al medesimo concetto quando evidenziavo anche è cosa diversa che una fessurazione si manifesti subito o dopo alcuni anni. Quando ho posato il parquet a casa mia i posatori m'anno chiesto di acclimatarlo nell'ambiente della posa. Wood potrebbe fare altrettanto e, comunque scegliere un'essenza che abbia una maggiore stabilità dimensionale. Questo sposterebbe nel tempo il problema delle fessurazioni che, comunque non sono tutto sto gran dramma ma danno conto della vera natura (massello) del manufatto e poi c'è sempre il restauro!
Una cosa però volevo chiederti, Andrea, a cosa ti riferisci esattamente quando parli di "massello impregnato di resina"?
Condividi il pensiero secondo cui la scelta della finitura influisce sul ritiro del legno.
Ciao
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda whybob71 » mer 25 lug, 2012 10:18

Woodwork ha scritto:
whybob71 ha scritto:Se ho capito bene intendi rivestire con tavolette spesse 7-8 mm un supporto di tulipier di 27 mm. Se così che intendi la cosa e' fattibile ma 1) occorre incollare con materiale dello stesso spessore (e venatura nella stessa direzione) il supporto sia sopra che sotto pena il sicuro imbarcamento, 2) mi sfugge l'utilità di procedere in questo modo quando in commercio esistono tranciati da 2 mm di tutte le essenze che puoi incollare senza sfettare i 7-8 mm, 3) la cosa non ti mette al riparo dal movimento trasversale del piano.


Si corretto intendevo quello, cioe' se non posso fare il piano direttamente con il disegno voluto pensavo di fare il piano prima per poi incollare sopra solo la parte, i 7 o 8 mm, che mi consentano di fare il disegno.
Ma giustamente hai ragione anche tu, perche' trigare tanto quando posso prendere fogli da 2 mm gia' fatti.

Una cosa non mi e' chiara, ma x quale ragione dovrei incollare sia sopra che sotto al piano? Del resto se fossero piallacci andrebbero solo sopra, corretto?



Il tranciato o piallaccio si mette sempre su tutte e due le facce; questo perchè se lo incolli solo da un lato la differenza di spessore e l'effetto della colla tendono ad imbarcare il piano; solo con il doppio incollaggio (sopra e sotto) si pareggiano le forze. Questso si fa anche con i mobili impiallacciati ovviamente
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda Woodwork » mer 25 lug, 2012 22:29

whybob71 ha scritto:
Woodwork ha scritto:
whybob71 ha scritto:Se ho capito bene intendi rivestire con tavolette spesse 7-8 mm un supporto di tulipier di 27 mm. Se così che intendi la cosa e' fattibile ma 1) occorre incollare con materiale dello stesso spessore (e venatura nella stessa direzione) il supporto sia sopra che sotto pena il sicuro imbarcamento, 2) mi sfugge l'utilità di procedere in questo modo quando in commercio esistono tranciati da 2 mm di tutte le essenze che puoi incollare senza sfettare i 7-8 mm, 3) la cosa non ti mette al riparo dal movimento trasversale del piano.


Si corretto intendevo quello, cioe' se non posso fare il piano direttamente con il disegno voluto pensavo di fare il piano prima per poi incollare sopra solo la parte, i 7 o 8 mm, che mi consentano di fare il disegno.
Ma giustamente hai ragione anche tu, perche' trigare tanto quando posso prendere fogli da 2 mm gia' fatti.

Una cosa non mi e' chiara, ma x quale ragione dovrei incollare sia sopra che sotto al piano? Del resto se fossero piallacci andrebbero solo sopra, corretto?



Il tranciato o piallaccio si mette sempre su tutte e due le facce; questo perchè se lo incolli solo da un lato la differenza di spessore e l'effetto della colla tendono ad imbarcare il piano; solo con il doppio incollaggio (sopra e sotto) si pareggiano le forze. Questso si fa anche con i mobili impiallacciati ovviamente


Ok Roberto,

Ricevuto, grazie per la spiegazione e per la pazienza

Sto meditando sule varie fasi, i materiali e non ultimo su ciò che mi è chiaro e sui dubbi ancora presenti. Prima di partire con la lavorazione dei vari pezzi mi piace avere chiaro come procedere, o almeno ci provo ... :mryellow:

Ciao,
Gio
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda Andrea » ven 27 lug, 2012 13:30

CavalloGoloso ha scritto:
Una cosa però volevo chiederti, Andrea, a cosa ti riferisci esattamente quando parli di "massello impregnato di resina"?


Non è che io ne sappia molto.
Si tratta di legno impregnato in autoclave (sottovuoto, ad una certa temperatura) con una resina acrilica che ma a sostituirsi all'aria presente nel legno.
Ne deriva un legno molto stabile e insensibile all'umidità.
Prova a fare una ricerca per stabilized wood o resin infused wood o acrylic infused wood, dovrebbe saltare fuori qualcosa di più di quello che ho scritto io.


Condividi il pensiero secondo cui la scelta della finitura influisce sul ritiro del legno.


Si, lo condivido.

Scusa se ci ho messo tanto a rispondere, ma mi era sfuggito il tuo post.
Ciauz,
Andrea, complessato.

L'angolo di spoglia inferiore.
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda CavalloGoloso » dom 29 lug, 2012 15:43

Il tema dei "movimenti del legno" mi interessa in maniera particolare quindi scusate se provo a tenere vivo l'argomento aperto da woodwork con la sua richiesta di aiuto: Ho la sensazione che si tenda a tagliar corto sull'argomento non è che tutti voi ne sapete piû di quanto volete far credere e vi tenete stretti i vostri "segreti" per non insegnare nulla a quelli che, come me, vorrebbero saperne di più?

Grazie per le tue risposte, Andrea. non preoccuparti, per il ritardo anch'io posso collegarmi sporadicamente e non sempre ho modo (e molto spesso non mi ricordo....) di verificare le risposte date o ricevute.

Comunque vorrei fornire una testimonianza sul tema del ritiro del legno.
Molti anni fa ho visto da un falegname del mio paese una cosa che mi ha fatto riflettere a lungo su quanto è stato detto su questo argomento (si chiama topic?).
L'artigiano, cui di tanto in tanto mi rivolgo per fami fare delle lavorazioni che non sono in grado di fare da me, aveva in bottega una bugna (voi del nord ho visto che chiamate così quelli che noi chiamiamo specchi), appena passata alla tupie, di castagno dell'etna (legno stupefacente per la bellezza delle "fiamme" che espone nella venatura) destinata ad un enorme portone (destinato quindi a stare all'esterno e, dato che il mio paese è particolarmente esposto ad oriente, verosimilmente suscettibile d'essere bagnato dalle piogge di levante che da noi sono particolarmente temute per la loro insistenza) che stava costruendo.
La particolarità di questo pezzo ( e di tutti gli altri specchi che erano e sarebbero stati realizzati) era rappresentata dal fatto che era costituito dall'accoppiamento di faccia di due tavolette dello spessore di cm 1 - 1,5 che erano state incollate con la venatura disposta in senso ortogonale di una tavoletta rispetto all'altra così da costituire la tavola della bugna come una sorta di compensato a due strati. La finalità di tale tecnica, mi ha spiegato l'artigiano, che nel mio paese ( e nell'intera provincia come ho potuto constatare) e molto apprezzato per la sua abilità e raffinatezza, risiede nel fatto che le venature di ugn'una delle due tavolette ostacola (trattiene) il ritiro ( e quindi la formazione di fenditure) dell'altra. Il ragionamento fatto dal mio amico falegname lo trovo corretto e lo sposo a tutto tondo confortato dal fatto che il multistrato viene realizzato dando credito a questo principio.
Ora se le cose stanno realmente così ( e se così non è vorrei che chi dissente mi spieghi le ragioni del dissenso senza dogmatismi che non svelano la bontà del pensiero retrostante) mi chiedo: cosa impedisce a woodwork di sfettare le sue tavole di tulipier realizzando dei lastroncini di un centimetro di spessore e incollarle in senso ortogonale (quasi si trattasse di realizzare un papiro) esponendo il lato coi lastroni lunghi sul piano superiore del tavolo e il lato coi lastroni corti nel lato non a vista. La linea di giunzione visibile nello spessore sarebbe poi nascosta dalla cornice a 45º. Mi rendo conto che questo comporterebbe non poche difficoltà in sede di incollaggio ma non credo che sia impossibile.
Non so se dopo tutti questi anni le bugne realizzate da Don Carmelo siano ancora intatte come lui si auspicava, ma quello che è certo è che il tavolo di wood no sarà esposto "o Livanti".
Scusate se sono stato prolisso ma ho qualche difficoltà a capire e a pensare che altri capiscano i pensieri espressi per monosillabi come purtroppo lo scrivere "tecnologico" impone.
Ciao a tutti
Qui fa un caldo da morire!!!!
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda ser gio » lun 30 lug, 2012 10:13

Ciao Tonym è una testimonianza iteressante.


Da tenere presente che il multistrato ha diversi strati e di spessore molto inferiori, di 1-1.5 cm.

Leggendo le tecniche che tradizionalmente vengono usate, come è già stato detto, normalmente si cerca di lasciare lo specchio muoversi liberamente e non contrastare espansione o ritiro!

Nel portone come nelle ante lo specchio non viene mai bloccato nella sua cornice. Ma in un piano per un tavolo qusto non è il massimo da l punto di vista estetico.

Certo quel abile falegname avrà già constatato se questo metodo funziona o no, a me viene da pensare che anche nel caso di doppio strato, se quello superficiale si ritira, la colla sotto non lo tiene, tenderà a scollarsi e a ritirarsi comunque.

Poi chi la sa lunga sa scegliere le tavole che si muoveranno meno di altre.

Ciao!
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda CavalloGoloso » lun 30 lug, 2012 23:34

ser gio ha scritto:Ciao Tonym è una testimonianza iteressante.


Da tenere presente che il multistrato ha diversi strati e di spessore molto inferiori, di 1-1.5 cm.

Leggendo le tecniche che tradizionalmente vengono usate, come è già stato detto, normalmente si cerca di lasciare lo specchio muoversi liberamente e non contrastare espansione o ritiro!

Nel portone come nelle ante lo specchio non viene mai bloccato nella sua cornice. Ma in un piano per un tavolo qusto non è il massimo da l punto di vista estetico.

Certo quel abile falegname avrà già constatato se questo metodo funziona o no, a me viene da pensare che anche nel caso di doppio strato, se quello superficiale si ritira, la colla sotto non lo tiene, tenderà a scollarsi e a ritirarsi comunque.

Poi chi la sa lunga sa scegliere le tavole che si muoveranno meno di altre.

Ciao!


Ciao Sergio. Mi è assolutamente chiara la differenza concettuale tra una bugna non inconiiata e un pannello incorniciato come vorrebbe costruirlo Wood.
Comprendo appieno anche il il fatto che il multistrato è fatto con più "fogli" di legno e che, quindi, non può essere un riferimento certo dal punto di vista "scientifico". Il fatto è che 'esperimento potrebbe anche esser fatto!
La nastro non la possiedo ancora e l'erario quest'anno mi ha letteralmente prosciugato i risparmi che dovevo utilizzare per l'ambito acquisto, ma non ho dubbi sul fatto che quando sarò in condizioni di sfettare del legname ci voglio provare a costruire un piano di masselo incorniciato partendo da in pannello realizzato con la giunzione di lastroncini incrociati ma siccome questo non accadrà prima dell'anno prossimo qualcuno di voi più esperti del forum potrebbe farlo. Io, in passato, ho realizzato due piani come quello descritto da Wood. Uno in faggio evaporato e l'alto in mogano. I risultati sono stati agghiaccianti, di quelli che ti tagliano le gambe e che ti fanno appendere la pialla al chiodo prima di averla affilata una sola volta. Mi si sono aperti dopo pochi mesi. Per il pannello di faggio temo di avere commesso anche qualche errore nella scelta della colla e della preparazione delle superfici di incollaggio (ho giuntato con una striscia di multistrato inserita a mo' di dente riportato ????) per quello di mogano non so. Ben presto m'è stata chiara la ragione del "disastro" che, come s'è detto, in certa misura prescindeva dalla mia tecnica operativa.
Da allora non mi sono più cimentato in questo genere di esperimenti ma credo che il Forum debba stimolarli questo genere d'esperimenti.
Il lavoro fatto potrebbe essere posto in osservazione e, trascorso un tempo sufficiente trarre delle conclusioni.
Lo strumento del forum sarebbe impareggiabile nel dare responsi empirico-scientifici su questioni tanto problematiche!
Dico forse C...te?
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda CavalloGoloso » lun 30 lug, 2012 23:59

Dimenticavo di esprimere un'ulteriore considerazione. Nelle imbarcazioni in legno qualche giunzione "testa-costa imprigionata" ci sarà pure? Come fanno quegli artigiani a garantirne la tenuta?
Cavolo! Sono sempre più convinto che una tecnica di accoppiamento perfettamente solidale tra testa e costa del massello (magari non di tutte le essenze) sia possibile e che chi sa come fare si guardi bene da dire quali sono le regole per attuarla.
Da ragazzo ho conosciuto dei bottai che quando venivano a casa mia per riparare qualche perdita nelle botti che avevamo non volevano nessuno in cantina per paura che qualcuno andasse a raccontare in giro come si sigillavano "i purtielli" (la porticina posta nella parte bassa della botte che si accoppiava alla corrispondente apertura con una bisellatura che la faceva somigliare al noto accoppiamento conico). Il fatto è che nella lavorazione del legno credo che certe alchimie si siano e la gelosia dei propri segreti da parte di chi è riuscito a carpirli vada vinta.
Riciao
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda ser gio » mar 31 lug, 2012 08:53

CavalloGoloso ha scritto:
Il lavoro fatto potrebbe essere posto in osservazione e, trascorso un tempo sufficiente trarre delle conclusioni.
Lo strumento del forum sarebbe impareggiabile nel dare responsi empirico-scientifici su questioni tanto problematiche!
Dico forse C...te?


L'idea dell'esperimento è molto interessante, non sono certo un esperto ma io ho il problema del tempo, che è sempre poco anzi quasi nullo.

Poi c'è il fattore ambientale da tener presente, da me con le essenze da me sperimentate, i movimenti davvero minimi, magari ci sono differenze di umidità poco accentuate.

Anche il tipo di taglio delle tavole influisce, se non erro quello "di quarto" ottiene tavole più stabili di quello "tangenziale"

La questione dell'esperimento non è molto semplice i fattori sono diversi.

Incredibile la questione dei bottai..Nell'era di internet i segreti tendono ad essere sempre meno tali, almeno per le questioni tecniche.

p.s.

Il multistrato per il dente riportato è di uso comune..

Ciao :wink:
Ultima modifica di ser gio il mar 31 lug, 2012 08:54, modificato 1 volta in totale.
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda CavalloGoloso » mar 31 lug, 2012 15:07

ser gio ha scritto:
CavalloGoloso ha scritto:
Il lavoro fatto potrebbe essere posto in osservazione e, trascorso un tempo sufficiente trarre delle conclusioni.
Lo strumento del forum sarebbe impareggiabile nel dare responsi empirico-scientifici su questioni tanto problematiche!
Dico forse C...te?


L'idea dell'esperimento è molto interessante, non sono certo un esperto ma io ho il problema del tempo, che è sempre poco anzi quasi nullo.

Poi c'è il fattore ambientale da tener presente, da me con le essenze da me sperimentate, i movimenti davvero minimi, magari ci sono differenze di umidità poco accentuate.

Anche il tipo di taglio delle tavole influisce, se non erro quello "di quarto" ottiene tavole più stabili di quello "tangenziale"

La questione dell'esperimento non è molto semplice i fattori sono diversi.

Incredibile la questione dei bottai..Nell'era di internet i segreti tendono ad essere sempre meno tali, almeno per le questioni tecniche.

p.s.

Il multistrato per il dente riportato è di uso comune..

Ciao :wink:


Ha ragione il tempo è sempre molto poco ed è il mio dramma permanente. Ma non mi va di abbandonare l'idea.
Quei ripiani di cui parlavo sono un cruccio che mi tormenta da allora. Il legno che fa i c....zi soi mi affascina e ad un tempo mi istiga a dominarlo.
Penso che si potrebbe proporre un progetto sperimentale, raccogliere le adesioni e ognuno nella propria zona, partendo da essenze identiche dovrebbe mettere a punto la realizzazione (parlo di realizzazioni elementari che puntino a sperimentare un certo tipo di comportamento di una data essenza trattata in un certo modo piuttosto
Che in un'altro) e così, alla fine, mettere a confronto il risultati di tutti.
Comunque è solo un'idea grezza che vorrei lanciare che non dovrebbe implicare un grosso dispendio di tempo da parte di nessuno che non abbia voglia di giocarci un po
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda CavalloGoloso » mar 31 lug, 2012 15:34

Quanto ai bottai, ho voluto raccontare un aneddoto che risale ai miei ricordi di adolescente quindi circa ben piû di trent'anni fa. Potrei farti uno spaccato di personalità eccezionali legate al Legno che hanno arricchito la mia adolescenza e che sembrano usciti dalle novelle di Pirandello (prova a leggere "laGiara" e vedrai che il mio bottaio no è molto diverso da Don Lollò Li Casi) la personalità di noi Siciliani di estrazione rural-artgiana di una certa età è tutta da eplorare.
Alla prossima!
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda ser gio » mar 31 lug, 2012 15:47

CavalloGoloso ha scritto:(prova a leggere "laGiara" e vedrai che il mio bottaio no è molto diverso da Don Lollò Li Casi) la personalità di noi Siciliani di estrazione rural-artgiana di una certa età è tutta da eplorare.
Alla prossima!


;-) Alla prossima..
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda spike89 » dom 12 ago, 2012 12:37

l' ideale è effettuare un incastro a pettine o alternativamente una giuntura con il lamello o simili.
la prima soluzione è molto efficace dal punto di vista estetico e sopratutto dal punto di vista dei movimenti del legno, che avvengono sotto il punto di PSF (punto saturazione fibre), ma mon mi preoccuperei assolutamente se il tavolo è per l'interno casa, perchè l'umidita è molto bassa (effetti del ritiro quasi nulli).
se il tavolo è per l'esterno, quindi soggetto alle variazioni di temperatura e umidità ti consiglio tutt' altro tipo di legno (gli esotici vanno benissimo) tipo ebano, costicchia un po ma la resa è fenomenale e garantita nel tempo.

ah dimenticavo l'unione con il lamello o similari se puoi evita (soluzione di ripiego)
spero di essere stato utile.
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda spike89 » dom 12 ago, 2012 12:51

tratto dalla mia opera la bibbia del legno:

PROPRIETÀ’ FISICHE DEL LEGNO
Le proprietà fisiche del legno sono determinate dalla sua organizzazione
strutturale e si possono riferire a:
- quantità di sostanze presenti nella parete cellulare;
- orientazione dei tessuti e dei componenti all’ interno della parete
cellulare;
- composizione chimica delle sostanze presenti nella parete cellulare.
In generale si distinguono due tipi di proprietà fisiche :
1) PROPRIETÀ NON MECCANICHE : (il materiale non è sottoposto a
sollecitazioni esterne) sono la densità, contenuto d’acqua, ritiro, conduzione
del calore e dell’elettricità ed altre.
2) PROPRIETÀ MECCANICHE : al materiale sono applicate delle forze
esterne che producono variazioni e deformazioni; sono la resistenza a
trazione, a compressione, a flessione, al taglio, allo spacco, elasticità,
durezza, attrito, usura, ecc.
CONTENUTO DI ACQUA NEL LEGNO
I1 legno è un materiale igroscopico, vale a dire che assorbe facilmente
acqua sotto forma di vapore dall'aria circostante oppure si imbibisce di
acqua liquida per contatto diretto. La quantità di acqua presente in un legno
dipende dal tipo di essenza, dalla durata della stagionatura e dal grado di
essiccazione subite, dalla temperatura ed umidità dell’aria dell'ambiente in
cui si trova i di conseguenza il peso dell’acqua oscilla con le variazioni delle
condizioni atmosferiche ed ambientali.
Tutte le proprietà fisiche, meccaniche e non meccaniche, quali il peso, le
dimensioni, la durabilità, la lavorabilità e la utilizzazione di un legno sono
legate alla quantità di acqua contenuta,.
La ripartizione dell’acqua nel legno, a seconda del tipo di legame che essa
intrattiene con esso, risulta la seguente :
1 Acqua di costituzione;
2 Acqua libera od acqua di imbibizione;
3 Acqua legata od acqua di saturazione.
Acqua di costituzione
L'acqua di costituzione si trova nella composizione chimica del legno; come
precedentemente enunciato i gruppi ossidrilici OH delle molecole di
cellulosa sono responsabili della cattura di molecole d'acqua nella struttura
chimica della molecola stessa. L’allontanamento di questa acqua è
fisicamente impossibile, in quanto comporterebbe la distruzione della
struttura stessa del legno: l’acqua di costituzione non riveste, di conseguenza,
nessuna importanza tecnologica.
Acqua libera od acqua di imbibizione
L’acqua libera si trova nei grossi capillari del legno (vasi e cavità cellulari):
essa non è legata alle pareti delle cellule, come l'acqua nella bottiglia non è
legata alle pareti di vetro.
L’acqua libera non influisce sulle proprietà del legno, ma è determinante
solo nelle variazioni del suo peso specifico: il quantitativo di acqua libera
dipende dal volume dei pori del legno, e cioè dal tipo di struttura.
Acqua legata od acqua di saturazione
L’acqua di saturazione è legata alle pareti delle cellule, e precisamente alle
cavità presenti nelle pareti delle cellule, a causa della grande superficie che
hanno queste cavità e della elevata ’’tensione superficiale” dell’acqua (vale
a dire la forza che normalmente tende a unire un liquido ad un solido).
Per eliminare tale acqua (è il problema principale dell’essiccazione) occorre
somministrare molto più calore che nel caso dell’eliminazione dell’acqua
libera, inoltre si verifica un ritiro delle pareti cellulari, nonché una modifica
delle proprietà meccaniche, termiche, elettriche del legno stesso.
PUNTO DI SATURAZIONE DELLE FIBRE DEL LEGNO
Il punto di saturazione delle fibre legnose (P.S.F.) indica la percentuale di
umidità alla quale le pareti cellulari sono completamente sature di acqua
legata, mentre nelle cavità cellulari non è più presente l’acqua libera.
Il punto P.S.F. è particolarmente importante per la tecnica di essiccazione:
quando l’umidità del legno aumenta sopra il PSF le proprietà del
legno non cambiano, ma aumenta solo il peso. Quando l'umidità diminuisce
sotto il PSF invece cambiano le proprietà.
Il PSF non è identico per tutte le specie legnose a causa della diversità delle
strutture delle varie specie, ed è compreso tra il 22 % ed il 35 % di
contenuto d’acqua.
A seconda del valore percentuale del PSF, le specie legnose vengono divise
in quattro gruppi i
1°gruppo : PSF = 32-35% per specie legnose con porosità diffusa : tiglio,
salice, pioppo, betulla, faggio, carpino, alburno di rovere;
2° gruppo : PSF = 30-34% per resinose senza durame differenziato come
l’abete; per 1’alburno delle resinose con durame differenziato come il pino,
larice, pino eccelso.
3° gruppo : PSP =26-28% per resinose differenziate con contenuto medio
di resina ; pino, larice douglas.
4° gruppo : PSP = 22-24% per resinose differenziate con alto contenuto di
resina come i ceppi di pino, larice, cirmolo; per latifoglie con legno
differenziato : acacia, rovere, frassino, noce, ciliegio.
CLASSIFICAZIONE DEL LEGNO IN BASE AL CONTENUTO PI
ACQUA
I materiali legnosi possono essere classificati in relazione del valore
dell'umidità percentuale:
Legno verde o legno fresco
Caratterizza il legno nel tempo di abbattimento dell’albero e nel tempo
immediatamente successivo. Il contenuto di acqua varia dal 40% al 200%
per le resinose e dal 35% al 130% per le latifoglie :
Legno appassito-semisecco
E’ iniziato il processo di essiccazione con perdita di acqua libera ma
ritenzione dì acqua legata; è il legno con umidità minima pari al punto di
saturazione delle fibre (PSF) con valori dal 22% al 40%.
Legno essiccato
E il legno che ha perso tutta l’acqua libera ed una parte dell’acqua
legata. Si può avere:
legno essiccato in foresta
legno essiccato all’aria
legno essiccato in essiccatore industriale
Legno essiccato in stufa o legno essiccato standard con umidità % = 0
Per legno essiccato standard (o legno assolutamente secco) si intende il
legno essiccato in stufa termostatica alla T° di 103 + 2°Celsius fino a
quando il suo peso diventa costante (cioè non è in grado di perdere
ulteriormente acqua).
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Re: Suggerimenti Giunzioni Per Il Piano Di Un Tavolo

Messaggioda Cartouche » lun 13 ago, 2012 15:14

spike89 ha scritto:l' ideale è effettuare un incastro a pettine o alternativamente una giuntura con il lamello o simili.
la prima soluzione è molto efficace dal punto di vista estetico e sopratutto dal punto di vista dei movimenti del legno, che avvengono sotto il punto di PSF (punto saturazione fibre), ma mon mi preoccuperei assolutamente se il tavolo è per l'interno casa, perchè l'umidita è molto bassa (effetti del ritiro quasi nulli).
se il tavolo è per l'esterno, quindi soggetto alle variazioni di temperatura e umidità ti consiglio tutt' altro tipo di legno (gli esotici vanno benissimo) tipo ebano, costicchia un po ma la resa è fenomenale e garantita nel tempo.

ah dimenticavo l'unione con il lamello o similari se puoi evita (soluzione di ripiego)
spero di essere stato utile.


I beg to differ !

Di cornici attorno ad un piano massello con le giunzioni aperte e di piani spaccati, ne ho visto ormai troppi, non è veramente il caso di crearne di nuovi, dando consigli che vanno contro le regole di base della falegnameria.
Certo che se andiamo nel rustico, una spaccatura qui, una cornice mal giunta li, potrebbero dare un certo carattere, ma non credo che il discorso attuale andava verso il rustico.

A.
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