Personalmente, non mi discosterei troppo dalla struttura del portone attuale.
Per quanto posso vedere dalla foto e capire la struttura, la situazione del telaio mi sembra buona per cui mi limiterei a sostituire i listelli.
Eviterei pannelli di grandi dimensioni, in quanto più grandi sono e più si muovono, e giunterei i listelli tra loro con maschio-femmina (tipo perlinato) o con linguetta riportata, stando naturalmente molto attento ad invertire il senso degli anelli di crescita, in maniera che le deformazioni, in qualche misura, si eliminino a vicenda
È necessaria quindi molta cura e attenzione quasi maniacale nella lavorazione e soprattutto nell’assemblaggio, oltreché naturalmente, nella scelta delle tavole nella rivendita, anche se, in effetti, si tratta di una lavorazione pressoché elementare.
Come legname, dal massimo, l’iroko, potrei anche spingermi verso il basso sino ad un Pino Svezia, o fare una scelta intermedia adottando un yellow-pine. Non ho mai usato il castagno per esterni e non ho quindi esperienza in tal senso, men che meno in una situazione così gravosa ma, personalmente, non lo userei, proprio per via dei movimenti. “Legno bastardo” affermava un Amico che con questo legno ci ha lavorato per cinquant’anni…
Naturalmente, molta attenzione nella finitura e manutenzione costante: i listelli attuali mi sembrano molto “secchi” superficialmente (esposizione ovest, sole estivo) mentre, l’interno, date le condizioni, è più umido, e questo sicuramente ha indotto non poco i movimenti. Una finitura con impregnante ( personalmente in situazioni del genere uso due mani di impregnante Biolegno e due di Durum 121, entrambe della Boero) sarebbe stata più protettiva, più durevole e di più agevole manutenzione, ma se il condominio vuole una finitura coprente occorrerà fare, di necessità, virtù...
Mie opinioni, ovviamente.