Ebbene sì a volte faccio lo sborone, perché conosco poche specie legnose, garantito che 50/60 specie sono molto poche, ma ce la metto davvero tutta nel cercare di insegnarlo agli altri, poi quando ho dubbi, mi faccio un giro su internet e guardo alcune immagini che mi aiutino nel confronto e anche lì

fioccano le mal'interpretazioni di alcune specie, io so quando sono in errore, per quello cerco di fare un'analisi visiva molto approfondita.
Tempo fa mi avvalevo di riconoscere il legno dall'odore, ma oggettivamente, come fai ad annusare una fotografia

? Ora sono più professionale

e seguo alcune logiche più scientifiche, per esempio: distinguere se conifera o latifoglia, è fondamentale per proseguire. Una conifera confondibile è il cedro e un'altra è il ginkgo biloba, la prima al ciliegio e la seconda alla magnolia ma chiaramente gli anelli di crescita confermano la conifera.
Ogni specie ha dei minuscoli particolari che si richiamano nella stessa famiglia tipo: ulmacee, nelle specie degli olmi, pur avendo legni di colori completamente diversi tra loro, presentano la classica vena saettata.
In questo caso del frassino, l'olivato lo considererei semplicemente un difetto dovuto ad alcune fasi della crescita dell'albero, mentre trovare una netta distinzione tra varie specie di faxinus è molto difficile, più semplice è trovare dei particolari riconducibili con le altre appartenenti alla stessa famiglia delle oleacee.
Stefano