vito ha scritto:[c'è da chiarire un aspetto. il legno industriale e il legno. sono due cose diverse. io capisco benissimo l'industria del legno. servono dei parametri e i tempi sono veloci. una industria non si può permettere di avere magazzini enormi a stoccare legno per decenni. quindi l'unica misurazione misurabile sul legno è l'umidità e allora basano la i loro parametri. e quindi tutte le lavorazioni successive. ma ripeto , per esperienza personale, oramai ventennale che la stagionatura non ha niente a che fare con l'essiccazione. semmai ha più a che fare con la cottura del legno ad alte temperature. ma non per una questione di umidità, quella la togli gia a 40 gradi in un forno solare, ma perchè cuocendo il legno si vanno stabilizzare definitivamente le fibre. e faccio un esempio molto banale. il faggio curvato. il legno vergine, cioè non cotto è possibile curvarlo perchè le fibre non sono per così dire vetrificate dalla temperatura. mentre il legno infornato gia a 70 gradi non lo pieghi più. le fibre si spezzano . non è più possibile raddrizzare una curva fatta a vapore per esempio. come è quasi impossibile curvare una tavola di castagno che ha 300 anni. si sgretola quasi. poi ben vengano le collaborazioni, io sono il primo a portare cio che so, ma quando leggo delle robe del tutto prive di fondamento.... be sinceramente non posso stare zitto.
orione ha scritto:vito ha scritto:[c'è da chiarire un aspetto. il legno industriale e il legno. sono due cose diverse. io capisco benissimo l'industria del legno. servono dei parametri e i tempi sono veloci. una industria non si può permettere di avere magazzini enormi a stoccare legno per decenni. quindi l'unica misurazione misurabile sul legno è l'umidità e allora basano la i loro parametri. e quindi tutte le lavorazioni successive. ma ripeto , per esperienza personale, oramai ventennale che la stagionatura non ha niente a che fare con l'essiccazione. semmai ha più a che fare con la cottura del legno ad alte temperature. ma non per una questione di umidità, quella la togli gia a 40 gradi in un forno solare, ma perchè cuocendo il legno si vanno stabilizzare definitivamente le fibre. e faccio un esempio molto banale. il faggio curvato. il legno vergine, cioè non cotto è possibile curvarlo perchè le fibre non sono per così dire vetrificate dalla temperatura. mentre il legno infornato gia a 70 gradi non lo pieghi più. le fibre si spezzano . non è più possibile raddrizzare una curva fatta a vapore per esempio. come è quasi impossibile curvare una tavola di castagno che ha 300 anni. si sgretola quasi. poi ben vengano le collaborazioni, io sono il primo a portare cio che so, ma quando leggo delle robe del tutto prive di fondamento.... be sinceramente non posso stare zitto.
Il tutto mi sembra ben argomentato e perfettamente ragionevole.
Il problema di inizio discussione, se posso cercare di interpretare, è che chi ha scritto le cose secondo te giudicate "prive di fondamento" evidentemente le considerava invece fondate.
Siccome uno che legge non sa necessariamente chi abbia ragione, chi abbia più esperienza, e comunque anche se l'avesse, non è immune da svarioni, le critiche lapidarie, o i vanti di pretesa anzianità, o di esperienza di lunga data, non lo convincono, spesso anzi lo spostano verso il parere più moderato. Inoltre infastidiscono l'interlocutore, e forse la cosa più importante, irrigidiscono le posizioni quindi la discussione smette di essere utile.
Secondo me non c'è altro modo se si è così sicuri delle proprie posizioni, di allegare delle prove. Questo è quello che viene normalmente fatto nel vaglio di pubblicazioni. Inoltre l'argomentazione dovrebbe essere rivolta al problema tecnico, non alla presunta competenza o incompetenza di chi sostiene una certa tesi.
O riporti i dati di un tuo esperimento, o dei riferimenti di altre pubblicazioni che dimostrano quanto dici. La tua semplice affermazione, anche se sei il più bravo, o se il tuo modello è più bello, conto molto poco. Persino se in privato, un mago di quel settore, te lo avesse confermato, conta appena. E se un revisore (che è un tuo pari, un collega) ti dice che sbagli e ti porta delle prove, devi accoglierle e riscrivere quanto afferma sulla base di quelle prove.
Allora la collaborazione è un dare /avere, Porti ciò che sai, e si vede che sai molto, ma sei aperto ad apprendere ciò che sanno gli altri. Dato che nessuno può saper tutto ....
CavalloGoloso ha scritto:Potrebbe accadere che il piano del mio comodino non si muova per anni, qualcuno, sulla base di questa osservazione potrebbe mai affermare che questo fatto smentisca il principio per cui il legno si allarga e restringe di testa mentre resta pressochè invariato lungovena?
Cartouche ha scritto:Un saggio disse: l'esperienza è una lanterna che illumina il cammino che abbiamo già percorso.
Io, che facevo già il falegname quando quelli che si vantano della loro esperienza la facevano ancora nei pannolinimi sono reso conto che se si imprigiona il movimento stagionale si avranno delle spiacevoli sorprese, dunque, lo lascio libero o non oppongo le venature.
Le tabelle servono a ben poco, se imprigiono un pannello in una cornice, vado a naso, per lasciare lo spazio necessario al movimento.
Se ho paura che un piano si imbarchi, impedisco questo movimento con accorgimenti provati nel tempo o con altri che mi sono inventato e che ho già mostrato qui.
I miei clienti vogliono che i mobili che faccio per loro durino molto più di cent'anni e, sfortunatamente, non ci sarò più per verificare, ma faccio tutto il possibile per soddisfarli.
Detto questo, ho ancora moltissimo da imparare e cerco di divulgare il più possibile quel poco che so già, umilmente.
In fin dei conti, sono solo un falegname.
A.
gmgd ha scritto:
Riguardo agli anni di esperienza, che pare diano titolo, a me non mi batte nessuno,
Dovreste eleggermi il re dei forum, almeno 250 anni certificabili con documenti![]()
Ma io me ne fotto![]()
Giannone ha scritto:gmgd ha scritto:
Riguardo agli anni di esperienza, che pare diano titolo, a me non mi batte nessuno,
Dovreste eleggermi il re dei forum, almeno 250 anni certificabili con documenti![]()
Ma io me ne fotto![]()
Occhio a scrivere queste bischerate Micheledel genere "a me non mi batte nessuno" che poi potrebbe arrivare qualcuno e probabilmente più di uno, che controllano l'albero genealogico (che non ha ritiri), fanno la somma e magari non solo ti battono, ma ti fanno le scarpe, i pantaloni corti e anche il cappottino
. Mica tutti sbandierano sempre i gioielli di famiglia come fai tu. Ed il cumulo degli anni lascia il tempo che trova.
Sempre con simpatia e rispetto chiaramente![]()
Gianni
Cartouche ha scritto:Un saggio disse: l'esperienza è una lanterna che illumina il cammino che abbiamo già percorso.
Io, che facevo già il falegname quando quelli che si vantano della loro esperienza la facevano ancora nei pannolinimi sono reso conto che se si imprigiona il movimento stagionale si avranno delle spiacevoli sorprese, dunque, lo lascio libero o non oppongo le venature.
Le tabelle servono a ben poco, se imprigiono un pannello in una cornice, vado a naso, per lasciare lo spazio necessario al movimento.
Se ho paura che un piano si imbarchi, impedisco questo movimento con accorgimenti provati nel tempo o con altri che mi sono inventato e che ho già mostrato qui.
I miei clienti vogliono che i mobili che faccio per loro durino molto più di cent'anni e, sfortunatamente, non ci sarò più per verificare, ma faccio tutto il possibile per soddisfarli.
Detto questo, ho ancora moltissimo da imparare e cerco di divulgare il più possibile quel poco che so già, umilmente.
In fin dei conti, sono solo un falegname.
A.
gmgd ha scritto:
Comunque credimi, sbandierando i gioielli di famiglia spesso ci si campa,![]()
Non a caso sotto il nome di una ditta si può trovare scritto " Since 1xxx".
Cartouche ha scritto:Un saggio disse: l'esperienza è una lanterna che illumina il cammino che abbiamo già percorso.
Io, che facevo già il falegname quando quelli che si vantano della loro esperienza la facevano ancora nei pannolinimi sono reso conto che se si imprigiona il movimento stagionale si avranno delle spiacevoli sorprese, dunque, lo lascio libero o non oppongo le venature.
Le tabelle servono a ben poco, se imprigiono un pannello in una cornice, vado a naso, per lasciare lo spazio necessario al movimento.
Se ho paura che un piano si imbarchi, impedisco questo movimento con accorgimenti provati nel tempo o con altri che mi sono inventato e che ho già mostrato qui.
I miei clienti vogliono che i mobili che faccio per loro durino molto più di cent'anni e, sfortunatamente, non ci sarò più per verificare, ma faccio tutto il possibile per soddisfarli.
Detto questo, ho ancora moltissimo da imparare e cerco di divulgare il più possibile quel poco che so già, umilmente.
In fin dei conti, sono solo un falegname.
A.