Prendendo spunto da questo topic mi è venuta voglia di riordinare un po' le (mie) idee e ho riassunto qui il mio pensiero + le mie esperienze sull'argomento. Niente di che e magari non vale niente, nel senso che io posso aver fatto valutazioni o esperienze del tutto bislacche, però fino a qui io la vedo così:
Il primo caso è la tavola stretta con gli anelli di piccolo diametro e disposti più o meno simmetricamente nella sezione. E' una situazione molto frequente in situazioni hobbystiche, perchè spesso è la tavola ricavata da un moraletto da edilizia o qualcosa di molto simile. L'accoppiamento di queste tavole è forse il più critico perchè la tendenza ad aprirsi degli anelli è alta. L'accoppiamento concorde (che poi è il tipo B dell'esempio proposto sopra) ha le giunzioni esterne a rischio mentre quello discorde può subire un distaccamento interno. Per quanto mi riguarda preferisco la prima situazione che mi garantisce un controllo visivo e mi permette di intervenire a posteriori. La seconda invece rimane nascosta fino all'eventuale distacco definitivo.
Secondo caso, tavola stretta (diciamo fino a 12-15 cm di larghezza, con anelli a diametro largo), disposti asimmetricamente nella sezione. Caso molto diffuso in falegnameria quando si lavorano tagli tangenziali. L'accoppiamento di queste tavole è più semplice del precedente perchè la tendenza ad aprire è meno marcata. Io preferisco sempre l'accoppiamento concorde perchè nel tempo mi ha sempre dato più garanzie ed ho ottenuto risultati più stabili al contrario dell'accoppiamento discorde che a volte mi ha reso tavole leggermente svergolate. Io uso molto questo sistema per fare lamellari a due strati per porte in massello con un buon numero di prove all'attivo.
Ho anche illustrato un terzo caso, e cioè la tavola larga, (oltre i 15 cm, diciamo) con anelli di grande diametro disposti simmetricamente nella sezione. Diciamo che l'accoppiamento di queste tavole nel senso dello spessore non è cosa molto comune però può accadere, per esempio quando si utilizza legname da carpenteria. In questo caso, sia l'accoppiamento concorde che il discorde sono a forte rischio, perchè una piccola tensione può portare ad un distacco importante sia esterno che interno (io preferirei sempre il primo). accoppiare simmetricamente le tavole di costa e poi di piatto comporta l'avere 4 linee di rottura e non mi è mai piaciuto molto, quindi io suggerisco un accoppiamento incrociato a venature contrapposte che garantisce un buon bilanciamento e una resistenza meccanica superiore.
Tutto quanto sopra, ripeto, secondo il mio punto di vista e partendo dal presupposto che non sono teoremi matematici. Il legno non si muove sempre nello stesso modo anche se in linea di massima si, e quindi si possono presentare situazioni molto anomale. Oltretutto io non ho assolutamente affrontato nè l'aspetto stagionatura partendo dal presupposto che se si discutesse di legno non stagionato fare delle casistiche è un gioco inutile e nemmeno l'aspetto estetico. Va da se che per un accoppiamento di dimensioni contenute, con legname ben stagionato e la colla giusta, si può tranquillamente forzare la situazione perchè difficilmente ci saranno problemi; e questo può risultare necessario appunto, dove si voglia avere un aspetto di venatura che, procedendo in modo canonico, verrebbe nascosto.
Spero che serva a qualcuno.......... perdonatemi le quattro righe tirate con SU, spero siano sufficientemente chiare..
Ciao a tutti
Gianni
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)