e dunque, sistemato alla bell'e meglio il posto, buttata un bel po' di spazzatura, la maestra di mia figlia mi chiede se posso organizzare delle mensoline per la classe. "e che problema c'è", rispondo io. pronti.
vado a prendere una tavola di faggio, 8 euro. piallo e seziono dei montanti di un vecchio scaffale, trovo un legno bellissimo.
nel frattempo, durante il lavoro precedente, i coltelli della pialla hanno preso due bei colpi, dovrei cambiarli; ma siamo ad agosto, tutti i fornitori sono chiusi. vabbè, mi dico, tanto levigherò un po' di più alla fine.
intermezzo: grazie, sergio, per aver sezionato le tavolette alla nastro.
preparo i pezzi, comincio a levigare. la levigatrice va in orbita, devo mandarla in assistenza. continuo a levigare a mano, e anche la lama della circolare non era adattissima al lavoro, e quindi si moltiplica il bisogno di levigare.
insomma, un lavoro che avrebbe già dovuto essere finito mi sta prendendo sera dopo sera, con una lentezza esasperante.
notare il supporto di levigatura, lì davanti...
E, a proposito, avete idea di che legno sia quello rossastro? è una conifera, abbastanza pesante. potrebbe essere larice? così rosso?
allego una brutta foto di uno dei pezzi interi:
nel contempo, posso essere orgoglioso di dire a mia figlia: " questo legno è stato prima tagliato dal tuo bisnonno, che ne ha fatto uno scaffale. Poi verniciato dal tuo nonno, poi tagliato dal tuo papà, che ne fa qualcosa da mettere nella tua classe"
E lei "sì, ma piacerà alla maestra??"
la poesia è morta

