Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda Giannone » gio 04 apr, 2013 17:11

Un gioco si, ma per capire alcuni aspetti, secondo i seguenti punti di vista miei personali:
1) la situazione di crisi economico/lavorativa per molti, troppi, è passata dal preoccupante, al veramente serio per dirigersi al drammatico
2) aumentano i suicidi per problemi economico/lavorativi
3) tra i vizi più spiccati degli italiani c'è quello di dar la colpa agli altri. Di tutto
4) di conseguenza, ci si aspettano dagli altri le soluzioni o quantomeno le riparazioni
5) sono sempre stato dell'idea che chi aspetta che il treno lo travolga compie un esercizio di dubbia utilità
6) che il dramma partorisce le rivoluzioni, ma di solito chi è finito presto nel dramma difficilmente riesce a vederle.

Il gioco è questo e si divide in due fasi.
La prima è commentare i 6 punti precedenti, fin'anche ad affermare che sono tutte cazzate. La seconda è la vostra personale ricetta per arginare il problema (chi non le ritiene cazzate ovviamente). Vi dico subito di evitare ricette che implichino l'intervento delle istituzioni, non è questo lo spirito del gioco, e mi auguro ardentemente, ringraziandovi anticipatamente, che vi ci atteniate. Lo spirito è cercare di capire come vi muovereste, non come sperate si muovano gli altri.
Dai!
Grazie
Gianni
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda paradosso » gio 04 apr, 2013 18:23

gioco per gioco
compro un gratta e vinci e lo regalo a qualcuno piu fortunato di me.
si scherza ;-)
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda forUHMer » gio 04 apr, 2013 18:30

Gianni, forse non dovrei neanche esprimermi perchè non ho (sono oltre) il probema lavorativo, (ne soffro molto peraltro), fortunatamente questo stato non mi causa particolari ristrettezze, per il momento, quindi non sono certo in grado di dar consigli a chicchessia per come e dove potersi orientare.
Tuttavia intervengo perchè non ho capito bene il gioco e nemmeno cosa intendi dire con "non tirate in ballo le istituzioni". Nel senso: se quanto chiedi è di esprimersi circa cosa fare per cercare di far fronte ai problemi della crisi, a livello dei singoli: persona, artigiano, cittadino, .... O se intendi dire a livello di collettività come lasceresti intendere quando nomini la "rivoluzione".
Ciao!
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda Giannone » gio 04 apr, 2013 19:26

forUHMer ha scritto:Gianni, forse non dovrei neanche esprimermi perchè non ho (sono oltre) il probema lavorativo, (ne soffro molto peraltro), fortunatamente questo stato non mi causa particolari ristrettezze, per il momento, quindi non sono certo in grado di dar consigli a chicchessia per come e dove potersi orientare.
Tuttavia intervengo perchè non ho capito bene il gioco e nemmeno cosa intendi dire con "non tirate in ballo le istituzioni". Nel senso: se quanto chiedi è di esprimersi circa cosa fare per cercare di far fronte ai problemi della crisi, a livello dei singoli: persona, artigiano, cittadino, .... O se intendi dire a livello di collettività come lasceresti intendere quando nomini la "rivoluzione".
Ciao!


Lo chiamo gioco usandolo come eufemismo per fare una chiacchierata con domande e risposte. Non c'è niente di ufficiale, non si vince niente, non si perde niente.
con "non tirate in ballo le istituzioni" intendo chiedere di esprimersi per delle soluzioni viste dalla parte di chi il problema lo subisce, se lo subisce, nelle condizioni reali attuali. Che poi la soluzione possa coinvolgere solo il singolo o la collettività questo dipende da come la pensa chi risponderà.

Per il resto, ok, chiaro, ma in questa chiacchierata non sono tanto i consigli che mi interessano quanto mi piacerebbe che qualcuno si esprimesse soggettivamente, se vive una situazione assimilabile o anche in linea teorica se riesce a calarsi nel contesto. Naturalmente se ne ha voglia.
E' chiaro che anche io ad un certo punto dirò quella che è la mia idea.

Ciauz
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda mastro stefano » gio 04 apr, 2013 19:42

Ciao Gianni, ci sto! cercherò di non tirare in ballo i soliti noti, perché forse questo gioco se fatto bene mi potrebbe essere utile.
Al momento rifletto su cosa scrivere.

Grazie a te
Stefano
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda Giannone » gio 04 apr, 2013 19:47

mastro stefano ha scritto:Ciao Gianni, ci sto! cercherò di non tirare in ballo i soliti noti, perché forse questo gioco se fatto bene mi potrebbe essere utile.
Al momento rifletto su cosa scrivere.

Grazie a te
Stefano


Grazie Stefano per ora. Un abbraccio e.... non mi sono dimenticato la telefonata... è che sono uno zoticone :oops: .
A presto
G
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda Edo » gio 04 apr, 2013 20:49

Credo che quando ci si trova in una situazione difficile, sia dal punto di vista psicologico che lavorativo, bisogna cercare aiuto.
In campo lavorativo gioverebbe un pò di solidarietà fra le aziende o fra i soggetti.
Scambiarsi del lavoro vicendevolmente potrebbe essere importante se uno si trova in difficoltà.
Però mi rendo conto che ciascuno pensa per se...
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda h7n7 » gio 04 apr, 2013 21:03

Prefazione: QUELLO CHE RIPORTO DI SEGUITO E' SOLO IL MIO PENSIERO, ESPRESSO DI GETTO, NON INTENDO OFFENDERE ED INSEGNARE NIENTE A NESSUNO, NE TANTO MENO CHE RISPECCHI LA REALTA' ALTRUI, QUINDI LEGGETELO CON LE PINZE.

Se vi va ;-) ovviamente

Ok.
1 La situazione economica lavorativa generale è davvero passata all'esasperazione. Con questo intendo che ci stiamo calando in uno scenario che mi fa pensare alla fine del mondo così tanto pronosticata. I giovani che erano senza lavoro prima che la situazione degradasse sino a questo punto, iniziano a cercare vie traverse per arricchire la paghetta, e i media ce ne stanno dando molto da vedere e sentire. Gli adulti che cercano lavoro dopo averlo perso, spesso vengono scartati perchè considerati avanti con l'età, e quelli che il lavoro lo hanno o riescono a trovarlo, non hanno pìù spazio sulla cintura per fare altri buchi e stringere la cinghia, si iniziano a sopportare situazioni lavorative, che sono ben lontane dal rapporto del lavoro, si sa da entrambe le parti che il rischio che corre il dipendente è la rovina.
Le aziende non riescono a capire perchè il calo dei profitti sia sempre crescente, ma nello stesso tempo cercano di recuperare la minor richiesta, aumentando i prezzi e facendo desistere i committenti (compratori), o quel che sia.
La gente al giorno d'oggi sa bene cosa sta cercando, dove cercarlo e il prezzo medio, ma questo le aziende o non lo sanno o fanno finta di non saperlo.
Noi dal canto nostro non riusciamo a fermarci un attimo e ripensare a come era la vita 30anni fa, e se lo facessimo sicuramente staremmo meglio.
2 Questa potremmo allacciarla alla mia ultima frase, oggi siamo abituati ad avere tante di quelle cose inutili e di sperperare in modo senza senso, che è normale arrivare a certi gesti. Mi chiedo: come fai se hai cresciuto dei figli senza fargli mancare mai niente, soprattutto cose che alla fine non ne compromettono ne la salute, e nemmeno la possibilità di condurre una vita normale, e cosa molto frequente ti pavoneggi da 20anni perchè sei il migliore (alla fine eri quello che aveva gli agganci giusti, ci sapeva un po fare e molti si sono cresciuti sulle spalle degli altri), a tornare a casa e dire (perchè hai anche aspettato l'ultimo minuto), da oggi non possiamo più condurre la vita di ieri, se davvero ami la tua famiglia è normale che ti suicidi, dove lo sitrova il coraggio di guardare in faccia quelli che ami più di te stesso e dirgli di rivoluzionare la loro vita solo perchè tu, per questa situazione socio politica da oggi sei fallito?
Ci siamo fatti illudere (se ricordate), prima dagli istituti di credito con le finanziarie, ricordate circa 20anni fa, quando eravamo talmente imbecilli che compravamo anche il rasoio a rate e dopo un paio di mesi ci siamo resi conto che erano così tante le rate che lo stipendio quasi non bastava?
Una volta ciò non esisteva, la mentalità diceva che se ti serviva la Tv andavi al negozio con i soldi in tasca e la compravi, loro ci hanno dimostrato il contrario, ma non lo hanno fatto per farci stare meglio, lo hanno fatto per arricchirsi.
3 4 5 Certo che diamo la colpa agli altri, siamo cresciuti troppo coccolati, siamo sempre stati aiutati dai nostri genitori, non ci hanno fatto capire bene cosa significhi lottare per avere quello che si desidera. Lottare si può tradurre anche con lavorare per comprarsi quello che si desidera. Se stiamo vivendo una brutta situazione e siamo senza lavoro, credo dobbiamo abbassarci le braghe e fare di tutto per sfamare la nostra famiglia, i divertimenti per il momento mettiamoli in secondo piano. Perchè non riunirsi in gruppetti e coltivare qualcosa e allevare qualcosa, tranquilli che in questo modo il pane a casa lo portiamo. Oppure perchè non tagliamo tante cose "inutili" Sky, Mediaset premium, tre auto a famiglia quando ne basta una, rinunciamo ai viaggi, facciamo un passo indietro e mettiamo le istituzioni alle strette.
6 Le rivoluzioni, e chi dovrebbe farle, io inizio a lavorare alle 7:45 e finisco alle 18:00 con 1 ora di pausa pranzo, e i miei colleghi aspettano me e un altro che andiamo a salutare i titolari prima di schiodare le chiappe dalla sedia, se noi rimaniamo di proposito sino alle 18:10-15, aspettano sempre che noi siamo i primi a dire: a domani.
Questa è una realtà molto diffusa, ci basta pensare a quando eravamo a scuola, tutti quelli che consideravamo lecca c..., lo sono rimasti e sono peggio delle iene, mangiano solo se qualcuno uccide per loro, e la cosa peggiore e che sono tanti.
Poi, una rivoluzione, dovrebbe essere seria, e sarebbe proprio quello che loro vogliono, distruzione significa creare posti di lavoro e tappare bocche, ma non credo che stabilire un simile turn over sia l'ideale.
Sentiamo che si fregano milioni di euro, e dopo un mese stanno a casa a goderseli, dai, a questi gli si deve togliere tutto.
I politici prendono stipendi mensili che io ci metto 2 anni ad arrivare alla stessa cifra, e parliamo dei salari più bassi, tutto questo per evitare che si facciano corrompere? Beh, il risultato lo abbiamo dettagliatamente visto, se vogliono stare sul piedistallo che ce li mettano loro i soldi.
Raga, credo che se continuo vi esaurisco lo spazio disponibile sul server, e poi davvero legnofilia chiude i battenti :mryellow:
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda Orsomagno » ven 05 apr, 2013 18:23

io partirei dalle cose semplici: agricoltura gradatamente a impatto zero, con produzioni di qualità, senza impelagarsi in costosi finanziamenti per avere fitofarmaci, acceleratori di crescita, OGM, trattori sempre più grossi. Agricoltura a km zero, allevamento sostenibile.
questo (non lo dico io) dovrebbe far scendere il costo dei prodotti alimentari almeno del 20-30% in circa cinque anni migliorando il substrato di coltura (oggi, in lombardia, il problema è la desertificazione del terreno destinato a coltura).

analisi dei propri costi e delle proprie abitudini, per eliminare tutto ciò che è superfluo
per esempio:

- tecnologia che necessita di essere alimentata e che procura costi, oltre a dover smaltire il "vecchio" per obsolescenza programmata
- consumo di carburante immotivato
- viaggi in aereo che possono essere fatti in altre maniere
- non acquistare derivati sul mercato

e soprattutto, sforzarci di vedere tutto quello che ci circonda come facente parte di un tutto.

imho, ovviamente
Luca

prima di criticare una persona, prova a fare un miglio nelle sue scarpe; così, se la critichi, sarai un miglio lontano. E avrai le sue scarpe.
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda mastro stefano » dom 07 apr, 2013 22:12

Ciao Gianni, ma che cavolo! due giorni fa avevo scritto un buon concetto mettendoci un'ora ma ho sbagliato tasto e si è cancellato, da lì continuo a connettermi per vedere se riesco a riesprimerlo ma buio totale. :consola:


Ciao Stefano
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda CavalloGoloso » lun 08 apr, 2013 06:28

Edo ha scritto:Credo che quando ci si trova in una situazione difficile, sia dal punto di vista psicologico che lavorativo, bisogna cercare aiuto.
In campo lavorativo gioverebbe un pò di solidarietà fra le aziende o fra i soggetti.
Scambiarsi del lavoro vicendevolmente potrebbe essere importante se uno si trova in difficoltà.
Però mi rendo conto che ciascuno pensa per se...


Quinta ragione hai Edo!!! Ma il dato con cui dobbiamo confrontarci è "la natura umana". Hobbes sosteneva: "Homo homini lupus", contro questa certezza ci hanno sbattuto il grugno le più grandi idee sociologiche che il genere umano abbia mai partorito: Cristianesimo e Comunismo. Nessuna delle due idee di società che si propugnavano in quei moti culturali sono riuscite a generare un vero stato sociale! Per questo ritengo che la "particella iniziale" (mutuando concetti della fisica) il nucleo di partenza da cui far emergere un vero sistema solidale, uno sistema in cui tutti posono vivere in serenità e prosperità sia ancora da scoprire!!

Questo non vuol dire che si debba smettere di cercare!! Tutt'altro!! Ma occorre tornare alle origini! Senza dimenticare la storia!!
Adesso debbo andare a procurare il pasto alla mia famiglia!!
Ciao
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda ser gio » lun 08 apr, 2013 08:28

Che discussione interessante, sottoscrivo pienamente quello che scrive Luca, naturalmente non è per tutti

Orsomagno ha scritto:io partirei dalle cose semplici: agricoltura gradatamente a impatto zero, con produzioni di qualità, senza impelagarsi in costosi finanziamenti per avere fitofarmaci, acceleratori di crescita, OGM, trattori sempre più grossi. Agricoltura a km zero, allevamento sostenibile.
questo (non lo dico io) dovrebbe far scendere il costo dei prodotti alimentari almeno del 20-30% in circa cinque anni migliorando il substrato di coltura (oggi, in lombardia, il problema è la desertificazione del terreno destinato a coltura).



Altra cosa forse banale e ancora non per tutti è fare come hanno fatto i nostri padri cioè, prendere e cambiare aria.

Non ti nascondo che è una cosa che per certe versi mi affascina è come affrontare una nuova vita, forse perchè non tocca a me, certo le situazioni possono essere molto diverse, avendo 20 anni è più semplice ci sono meno vincoli, ma anche meno bagaglio di esperienze..

E' importante non perdere la fiducia nel futuro! Suona banale forse.. ma è comunque di grande importanza!!

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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda massimo78 » lun 08 apr, 2013 08:53

risponderò ai 6 punti di giannone in un'unica riflessione:
io vivo in una provincia in cui l'alibi del non-lavoro ha fatto sì che la camorra potesse reclutare manovalanza in ogni angolo delle città. questa storia ce la siamo raccontata per anni. ma, da molti anni prima che cominciasse la crisi! probabilmente da sempre.... dire non c'è lavoro ha permesso a tanti di non cercarlo nemmeno un lavoro.
si deve avere l'umiltà di svolgere un lavoro anche se di livello inferiore al proprio grado di istruzione perchè se no dalla crisi non si uscirà mai. perchè, se pure le cose economicamnete si sistemassero, saremmo comunque sempre prigionieri del fatto di non aver raggiunto l'obiettivo che ci siamo prefissati.
io prima che mi sistemassi ho svolto ogni tipo di lavoro ed ho sempre avuto le mani sporche e qualche banconata in tasca. ho 2 diplomi, ma quando c'è stata la necessità sono anche andato a raccogliere il tabacco e, vi assicuro che non è un bel lavoro. ma voglio fare un altro esempio, la maggior parte delle badanti viene dai paesi dell'est, perchè se c'è così tanto bisogno di lavorare questa attività non la fanno le italiane? non dimentichiamoci mai che siamo in crisi, ma siamo anche quelli che quando la sera gioca l'italia la mattina non andiamo a lavoro!
possiamo cambiare le cose con il nostro esempio, non con la nostra opinione!
Ultima modifica di massimo78 il lun 08 apr, 2013 09:46, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda mastro stefano » lun 08 apr, 2013 14:07

Quello che scrivete mi fa pensare, faccio da sempre il falegname e sappiamo che non è poco, perché è il mestiere più vasto, eppure sembra che tutto questo saper fare non interessi più a nessuno, ma l'esperienza avrà la sua importanza?
Per questo cerco di insegnare, proprio per far capire a chi viene ai miei corsi, che le cose non riescono con uno schiocco delle dita, ma ci vuole studio e pratica e a chi non riesce, resta la conoscenza del mestiere, cosa importante se si vuole riconoscere le qualità di un lavoro.
Mi sembra paradossale che io debba cambiare lavoro, pur dimostrando una grossa conoscenza di tutti i mestieri del falegname.
Vedo spesso che fuori l'Italia lavorano ancora in modo tradizionale, lo dimostrano le attrezzature che noi facciamo fatica a reperire, pialle, seghe e altro, quasi a voler dire che hanno ancora la convenienza a lavorare così, noi no! noi ci siamo lasciati convincere dal mercato che se non hai il Mercedes non sei capace di fare il tuo lavoro, non vi sembra illogico?
Forse è ora di tenere ancor più le redini della situazione, proprio perché comunque c'è bisogno di chi fa il pane o sappia coltivare la terra.
Per noi Gianni forse è maturato il momento di collaborare con altri e bada che è una situazione che ho sempre evitato, non voglio dire (società) Ma formule se esistono, più adeguate a noi, dev'essere un insieme ideale di esperienza, collaborazione, fiducia reciproca e marketing, so perfettamente che è molto difficile ma se dobbiamo cambiare a 46 anni forse è meglio prima valutare anche quest'ultima via.

Ciao Stefano
mastro stefano
 
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Re: Il Gioco Serio Della Cooperazione.

Messaggioda Estel » mar 09 apr, 2013 15:09

Giannone ha scritto:Un gioco si, ma per capire alcuni aspetti, secondo i seguenti punti di vista miei personali:
1) la situazione di crisi economico/lavorativa per molti, troppi, è passata dal preoccupante, al veramente serio per dirigersi al drammatico
2) aumentano i suicidi per problemi economico/lavorativi
3) tra i vizi più spiccati degli italiani c'è quello di dar la colpa agli altri. Di tutto
4) di conseguenza, ci si aspettano dagli altri le soluzioni o quantomeno le riparazioni
5) sono sempre stato dell'idea che chi aspetta che il treno lo travolga compie un esercizio di dubbia utilità
6) che il dramma partorisce le rivoluzioni, ma di solito chi è finito presto nel dramma difficilmente riesce a vederle.

Il gioco è questo e si divide in due fasi.
La prima è commentare i 6 punti precedenti, fin'anche ad affermare che sono tutte cazzate. La seconda è la vostra personale ricetta per arginare il problema (chi non le ritiene cazzate ovviamente). Vi dico subito di evitare ricette che implichino l'intervento delle istituzioni, non è questo lo spirito del gioco, e mi auguro ardentemente, ringraziandovi anticipatamente, che vi ci atteniate. Lo spirito è cercare di capire come vi muovereste, non come sperate si muovano gli altri.
Dai!
Grazie
Gianni


Mi sembra una sfida molto intelligente questa di Giannone.

Venendo al mio, ho pensato se star zitto e tener per me certi pensieri ma poi quando sento certe bestialità non ce la faccio...sentirmi dire che il cristianesimo è un' idea sociologica partorita dall'uomo e che si sarebbe arresa davanti alla massima di hobbes, già di per sè è una scorrettezza storica, intellettuale, sociale e se vogliamo anche teologica. Poi vedere paragonato il cristianesimo al comunismo è veramente troppo. Tu hai detto la tua, io ho detto la mia. Non ho intenzione di continuare in questa sede la discussione(che tuttavia mi preme), se volete scrivetemi in privato, sentiamoci per telefono, per posta(sarò contento di lasciarvi il mio numero e l'indirizzo di casa). Non voglio portare off topic la discussione.

Tornando in topic.
Mi scuserete se non rispondo per punti.
Quando penso alla situazione attuale mi viene sempre da chiedermi: qual è il contributo che posso dare per cambiare la situazione mia personale e sociale?
Mi sembra che la vicenda di San Benedetto sia più che mai attuale. Lui ha avuto a che fare con una "crisi" che al posto dello spread aveva le invasioni barbariche. Un europa socialmente e politicamente devastata. Lui ha iniziato a costruire, o meglio a preservare la Tradizione di sapere e di cultura. Chi ha un minimo di onestà intellettuale potrà riconoscere che l'europa è rifiorita a partire dalla presenza e dalla diffusione del monachesimo.
C'è una bella differenza da chi propone di rovesciare tutto a chi si rimbocca le maniche e, nel piccolo della sua quotidianeità, cerca di creare ricchezza, sviluppo, solidarietà.
Di fronte a tutto questo sfacelo, di fronte al fallimento di una società dell'apparenza e del materialismo, quello che ci è chiesto non è lo sforzo titanico di risollevare la situazione come fossimo un San Cristoforo moderno. Solo ci è chiesto di non accontentarci, di vivere il nostro lavoro, l'impegno politico e sociale, la famiglia, non come problemi da risolvere ma come possibilità di rinascita di una società ormai svilita.

Pensate al dopoguerra italiano, erano messi molto peggio di noi eppure è stato un momento di rinascita sociale, culturale, industriale, politica, ecc...Gente come Mattei, con quell'audacia, quella voglia di fare, quell'inventiva (che non venivano nè dallo stato, nè dalla religione, nè da qualsivoglia dottrina sociale) ha risollevato l'italia. Una casa non si costruisce a partire dal tetto, nè con le buone idee: ci vogliono braccia che pazientemente, onestamente mettono il loro mattone, portano il loro sacco.

Chi ha il coraggio di vivere all'altezza del proprio Cuore(senza usare la crisi come scusa o pretesto), sarà colui che userà la crisi come "occasione", come spunto, per riscoprire che l'Italia riparte da uno, più uno, più uno...

Ognuno sa nella sua quotidianeità cosa vuol dire vivere il proprio lavoro come un problema o come occasione, contributo, per l'adempimento della propria vocazione, quindi ricchezza per la società.
Concludo con una frase che mi piace moltissimo perchè è vera: "Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell'uomo".
"Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita"


a presto
Benedetto
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