Grazie, Roberto, per la bella risposta su cui sono sostanzialmente d'accordo.
Faccio solo qualche considerazione.
Cecco ha scritto:Argomento interessante e argutamente proposto
Non ho il televisore ma,come peraltro altri media,penso che le varie reti trasmettano ciò che la media degli Italiani gradisce vedere (altrimenti non possono subissarli di pubblicità).
Quindi il livello qualitativo e intellettivo dell'offerta è direttamente proporzionale alla domanda media.
E credo che difficilmente gli argomenti che riguardino in qualche modo il legno abbiano cittadinanza in un panorama simile.
Similmente la situazione delle riviste:rispecchia in qualche modo la scarsa propensione alla lettura dell'italico popolo.
Va bene, la realtà è questa.
Però un dirigente televisivo illuminato di una piccola rete (e da quando c'è il digitale ne son nate diverse) dovrebbe capire che non si può sempre inseguire il pubblico medio. Quest'ultimo se lo mangiano già tutto le 6 grosse reti generaliste.
Dovrebbe capire che per guadagnare nuovi spettatori, l'unica strada è sperimentare zone di nicchia.
Real Time è su questa strada. Fa programmi particolari e inusuali, non sempre belli e/o interessanti, ma questo è soggettivo. Alcuni li importa dall'estero e si limita a tradurli, mentre altri sono interamente prodotti in Italia.
Paint Your Life condotto da una ragazza di nome Barbara è uno di questi ultimi, ma purtroppo è un po' fiacco e sebbene Barbara sia molto volenterosa quello che fa non è mai un gran chè: da lo smalto a qualche vecchio mobile, costruisce qualche lampada con oggetti riciclati, ha qualche ospite che fa del bricolage... Massì, è guardabile però lascia il tempo che trova...
Ma anche le grandi reti non fanno altro che cercare di mangiare sempre lo stesso pubblico, non c'è nessuna che tenta nuove strade per cercare un nuovo pubblico.
Poi c'è RAI, che in virtù del canone dovrebbe uscire dalla logica commerciale degli ascolti e dovrebbe porsi come obiettivo di fare programmi sociali, culturali, educativi etc e non solo inseguire la massa media.
Tanto più che da quando c'è il digitale terrestre la RAI ha una dozzina di canali, quindi non farebbe fatica a trovare un posticino anche per argomenti legnosi. Potrebbe essere l'avvio per creare quella cultura di base di cui parli in seguito.
Naturalmente ci sono gli irriducibili appassionati,ma numericamente insufficienti a sostenere un'offerta variegata e generosa;tant'è che mi risulta un parco nazionale di libri/riviste piuttosto asfittico se paragonato ad altre realtà europee.
Resta la Rete;tanti fori...quasi sempre (spero di essere smentito) gli stessi "attori".Significa che il moltiplicarsi dei fori non è dovuto allo spropositato numero di utenti o alla diversificazione specialistica ma a fattori esterni alla tematica trattata.
Io ho sempre deprecato questa moltiplicazione dei forum, ma così è la vita: si litiga nelle famiglie, nei partiti, nelle aziende e purtroppo si litiga anche nei forum.
E chi ne fa le spese sono solo gli utenti che son "costretti" a seguirne diversi, dove poi gira e rigira ci son più o meno sempre gli stessi utenti.
strenui appassionati,talvolta (credo che sia capitato un pò a tutti noi) considerati "strani" con compassionevole bonomia.
Com'è vero!
