ciao Gianni,
oltre alla palificazione pare esistano tutta una serie di accorgimenti messi in opera nella ricostruzione dopo il terremoto e maremoto. il gruppo di ingegneri messo in campo dal marchese di Pombal (il primo ministro di allora) sviluppò uno standard, il "Pombalino" che ancora oggi, come dici, si difenderebbe come resistenza
in questa figura tratta da http://db.world-housing.net/building/92/ ne vengono riassunti i concetti guida che oltre alla palificazione richiesta dal terreno che caratterizza la foce del fiume, include muri portanti a spessore decrescente salendo, piano terra con volte di muratura per fare una barriera tagliafuoco, uno studio sulle aperture di porte e finestre, nonchè sull'unione di vari edifici tra loro a formare un isolato e la cosa IMHO piu curiosa, la "gaiola". Una sorta di gabbia, stick framing (?) - non vorrei innescare un altra disputa a proposito - ma con elementi piu grossi, dei travicelli, o di timber framing, ma qui non ci sono solo gli incastri che diceva Mauro, sono legati anche con elementi metallici, (bracing) poi annegati/tamponati con muratura. L'immagine che mostri è un esempio. Pare che siano ancora riconosciute, con i materiali dell'epoca, come delle valide soluzioni antisismiche.
Pur non avendo la medesima strategia, la struttura di pareti divisorie fatta con una rete di travicelli anche diagonali
e riempita con una malta leggera, non so con che impasto (paglia?) qui detta appunto "malta 'n paia" era, assieme alle "arele" stuoie di canne legate, inchiodate ad un tavolato per sostenere l'intonaco, una tecnica usata qui per le case di quel periodo.
Grazie dell'interessante argomento.
PS anche qui in tempi recenti l'incaricato governativo convocò la commissione di ingegneri ... ma non verranno ricordati come Pombal... vabbeh dai di piu non dico.