Dunque al fine di chiarire, sono tornato un po' a documentarmi. alcune delle strutture che ho calcolato e realizzato, sono basate sul metodo reciproco che molti attribuiscono a Leonardo.
Ad esempio il pentakisdodecaedro la cui struttura ho ripreso da Philippe Dubois, ma che ho dovuto studiare da zero in quanto non erano noti dettagli dimensionali
http://www.legnofilia.it/viewtopic.php?p=41541#p41541
Avevo fatto anche un progetto di una struttura da assemblaggio "conviviale" chiamata timber dome
Aveva l'intento di lasciare una traccia dell'incontro tra legnofili. Uno preparava un paio di assi a suo piacere fissate le sedi degli incastri solamente, ma poi non se ne è fatto nulla.
Anche questa era basata sul metodo reciproco o di Leonardo.
In questo libro vengono descritti parecchi esempi nei ponti e nell'architettura.
http://www.baubiologie.at/workshop2013/Reciprocal-Frame-Architecture.pdf
Non tutti lo chiamano dii Leonardo, perchè i relativi disegni sul codice atlantico sono posteriori a diverse strutture reciproche comuni in vari continenti. Non è difficile riconocere una struttura reciproca anche nel teepee, la tenda indiana
Ad esempio Rinus Roelofs lo cita http://www.rinusroelofs.nl/structure/davinci-bargrids/st-bg-00.html
E questo è l'analogo curvo del timber dome
http://www.rinusroelofs.nl/structure/davinci-bargrids/st-bg-33.html
George Hart lo cita solo di rimando citando rinus Roelofs "Each part touches four other parts --- at its middle two notches it is lifted and at its end notches it lifts two other parts. This engineering principle of mutual support derives from drawings of Leonardo da Vinci and has been used to great effect recently by the Dutch sculptor Rinus Roelofs."
questa frase sopra riassume l'essenza del metodo reciproco.
Leggendo il libro sopra si evince che nei ponti il telaio reciproco può essere più o meno visibile. Sono caratterizzati da elementi ad arco, due o più, che nascono ai due lati del fiume e sono autoportanti fino all'unione. essi mostrano piû o meno l'andamento alternato dei tratti e da una serie di traversi che si alternano alti e bassi rispetto allo spessore degli archi. Se il ponte ha un estetica sofisticata come questo di Kindai,, il sistema reciproco può troversi mimetizzato in un complesso telaio come in questo caso. Secondo me le cose che mascherano sono: gli incastri a mezzo legno non permettono di vedere se lo sforzo chiude o apre, in pratica se è sopra o sotto. Una immagine presa a metà circa del filmato, mostra che solo alcuni ferri sono già installati e sono quelli essenziali che riportano sotto lo sforzo come se il longherone fosse infilato sotto. I molti cerchiaggi metallici finali non entrano a rigore nè nelle definizione timber framing, di cui mancano pure i peg le spine, per come la descrive snickcare, ne in quella puramente reciproca dato che fanno cooperare tutto l'arco.
Ma per come la vedo io, non discuto affatto abbia le specifiche del timber framing, ma che sia una struttura reciproca o di Leonardo mi pare si possa affermare. Poi se sia stato Marco polo a portarla là o imabutazo a portarla qua, non lo so....
