kakilandian ha scritto:ringrazio Roberto a mia volta e specifico che la mia era una dissociazione personale che non aveva naturalmente la pretesa di indirizzo o consiglio. Tuttavia non auspicando attribuzioni di colpe o la messa di bavagli, rimango convinto che sarebbe meglio distinguere tra personaggi pubblici e singoli cittadini. Mentre per i primi l’ironia e la satira sono uno dei registri di commento, che, per quanto mi riguarda, gradisco pure, il prendere di mira un individuo, senza o con sommaria conoscenza dei fatti che gli/le vengono contestati lo ritengo una cosa che squalifica un forum. E ancor di più se l’attacco usa motivi di genere o luoghi comuni.
La liberta di espressione c’entra fino ad un certo punto: posso io cittadino libero, dire quello che mi pare qui su un forum libero, di un altro cittadino libero, es. il mio vicino di casa, magari usando stereotipi di bassa lega?
Non direi...
Francamente, dal punto di vista logico il discorso non mi sembra del tutto coerente, in quanto la satira che si è vista in questo ultimo quarto di secolo, fatta con frasi del tipo
“B. è un c….omissis!” e tutti giù a ridere o
“P. è una mortadella!” e tutti a scompisciarsi non l’ho mai considerata satira, ma solo “lotta politica”, questa si di bassissimo conio.
Quindi penso che anche ai personaggi pubblici debba quantomeno essere garantito il rispetto che deve essere garantito ai cittadini non esposti mediaticamente, il che ovviamente non vuol dire che anche loro non possano essere soggetti a satira: chi ha qualche anno in più sul groppone forse ricorderà Alighiero Noschese, che faceva intravvedere tutti i vizi della politica in un’epoca dove la politica e i politici avevano molta più importanza e carisma nella vita civile di quanto non ne abbiano oggi, ma con un buon gusto che oggi è andato completamente perduto nei vari Crozza, Jene etc.
Ma, del resto, tutti gli Italiani, già dai tempi di Giovenale, godono di orgasmi generalizzati nell’insultare il potente di turno, ma non troppo naturalmente, solo quando questo può essere fatto senza alcun rischio personale e non diventa quindi pericoloso e soprattutto quando non lede i propri interessi personali e anzi può favorire i propri interessi di parte.
Del resto, tutte le dittature detestano qualsiasi forma di satira: Hitler emanò una direttiva per cui i disegnatori dei fogli umoristici britannici erano un obbiettivo primario da catturare e impiccare una volta invasa l’Inghilterra e i fatti di Charlie Ebdo ( le cui vignette, peraltro, anche in questo caso, non trovo particolarmente divertenti) stanno li a dimostrarlo.
E potrei citare altri casi, molti anni prima del caso del giornale satirico francese, dei quali sono venuto a conoscenza diretta negli anni nei quali ho vissuto in un Paese con un regime dittatoriale, per cui chi fosse interessato ai dettagli mi mandi un MP.
Oggi la dittatura, in tutto l’Occidente, è il “politicamente corretto”, che però viene spesso usato come una clava per colpire selettivamente il proprio avversario.
Un tempo un certo tipo di satira e di ironia avevano una fondamentale importanza nello stabilire, o nel ristabilire un certo tipo di rapporti sociali, come chi ha fatto il servizio militare, o chi è stato matricola universitaria in epoca pre-68 o ha passato l’equatore con una nave sa benissimo. Io stesso, la prima volta che misi piede in un cantiere, venni sottoposto ai necessari “riti di passaggio”:
“Ingegnere, abbiamo dovuto rifare una saldatura sulla trave di bordo dell’Edificio 5, vuol controllarla, per caso?”, mi fa il Capocantiere dell’Impresa di montaggio, con un risolino sotto i baffi a malapena represso.
“Si, certamente, prendo il casco e vengo.”
“Ma dobbiamo salire con il cestello della gru… non c’è altro modo per vederla.”
“Eccerto, non mi sono ancora spuntate le ali e spero non mi spuntino ancora per un bel po’.”
(La gru aveva un braccio di settanta metri inclinato a circa 45 gradi, per cui si doveva stare sospesi nel vuoto ad un’altezza di circa cinquanta metri in un cestello fatto di tubi di ferro)
“Ma che razza di saldatura avete fatto? Non lo vedete che è piena di soffiature e qui c’è anche una cricca? Rifatela subito, per cortesia…”
Mai più mi venne detto di andare a controllare saldature.
Per cui una volta per certi comportamenti in un certo tipo di “società civile” non si aveva tanto paura della sanzione vera e propria, considerata “ultima ratio”, quanto della riprovazione generale espressa appunto con l’ironia, che serviva anche e soprattutto per “prendere le misure” di chi avevi davanti e questo “ordinava” la società in maniera molto più equilibrata rispetto a quanto non succeda oggi.
Formidabile la cura che un grande Eduardo prescrisse agli abitanti del Quartiere per “curare” un nobile troppo spocchioso, in un memorabile film…
https://www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0
Naturalmente oggi è considerato del tutto lecito mandare un “avviso di garanzia” e sputt… un personaggio pubblico facendo comparire sui giornali tutte le sue conversazioni telefoniche, senza neppure chiedergli scusa quando risulta la palese evidenza che è stato commesso un, diciamo, “errore giudiziario”.
Oggi la dittatura è del “politicamente corretto”. Purtroppo le precipitazioni atmosferiche ancora non ne vogliono sapere di adeguarsi:
http://www.corriere.it/esteri/16_novembre_14/spalate-neve-prima-le-donne-91347e7c-a9e4-11e6-9e75-99cc0b521152.shtml