da Giannone » dom 11 gen, 2015 08:13
Ho letto un po' e ho notato una cosa. Secondo me qualcuno fa un po' di confusione sul significato della frase "Io sono charlie". "Io sono charlie" è un modo per manifestare il concetto, con una metafora (che lo sia è lampante, a meno che non si creda che moltissime persone abbiano una improvvisa crisi di identità), che tutti sono uguali nel diritto di libera espressione. Non vuol dire "io la penso come charlie" o "io condivido i contenuti che charlie pubblicava". Assolutamente no e non necessariamente.
Ora qualcuno dirà che aveva capito benissimo che era una metafora. E io risponderò che scrivere "non sono d'accordo sulla strage ma non sono charlie" allora è una contraddizione, se si è capito che la seconda frase è una metafora, perchè scrivere così equivale a negarla.
Se metaforicamente "io sono charlie" mi pongo e pongo charlie sullo stesso piano di libertà di espressione. E proprio perchè è libertà, e proprio perchè "io sono charlie" mi posso permettere di dissentire anche totalmente sui contenuti che l'altro esprime. La frase "Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perchè tu lo possa dire", indipendentemente che sia stata detta da Voltaire o meno (qualcuno l'ha detta ovviamente) è perfettamente sintetizzata in "io sono charlie".
Piuttosto sarei più d'accordo su chi può avere il dubbio di non essere all'altezza di tale integrità di pensiero, ma non sono d'accordo con chi lo nega.
Questo è quello che ho scritto altrove, l'indomani dell'irruzione nella sede del giornale e lo pubblico anche qui.
"Succede quello che è successo ieri e sulle bacheche di conoscenti, amici, amici di amici, contatti (chiamateli come volete) escono fuori messaggi di solidarietà e di appoggio, qualcuno francamente un po' pomposo, qualcuno tirato un po' per i capelli, molti imbarazzati e imbarazzanti ma probabilmente sinceri. Parlo di persone qualunque. Persone che non hanno ovviamente secondi fini legati a ciò che pubblicano. Probabilmente gli esperti avrebbero tanto da dire su queste reazioni, questi fenomeni, ma per me, povero e limitato uomo della strada sono piccole lucine positive. Minuscoli chiarori in questo immenso buio che sta calando.
E poi, sempre sullo stesso terreno, vedi fiorire, anche, inni alla reazione, fucili puntati, fascismo e razzismo a profusione. Ho visto ben due (nell'anno duemilaquindici!!!) foto di Hitler con una scritta che inneggiava ai forni! (si vede che è un rimedio considerato sempre attuale).
Normalmente non lo fanno.
Allora capisci che il concetto di libertà di espressione è un qualcosa di estremamente complesso, articolato. Una coperta corta che viene tirata da talmente tante direzioni che la sfrangiano sempre di più.
E da difendere. A penna, matita, tastiera, voce, cuore, tratti.
E se il prezzo da pagare per difenderlo è, nel migliore dei casi, scatenare il veleno nel prossimo e dolersene, e non parlo d'altro per umiltà e rispetto, io, che non so se sono Charlie e nemmeno la caricatura di un rivoluzionario romantico e plurisconfitto, lo pago volentieri."
Gianni
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Giannone il dom 11 gen, 2015 08:14, modificato 1 volta in totale.
"Avevano sete li abbiamo dissetati, avevano fame li abbiamo diffamati" (R.Benigni)