moloch ha scritto:Ho qualche dubbio che la risposta migliore sia spendere a deficit ma non è il mio campo ed è un discorso ovviamente complicato. Se volessi continuarlo per me sarebbe interessante visto che sembri essere addentro alla materia.
Non sono un economista, quindi non posso; è come se ti avessi detto che, volendo fare un pannello in massello, ogni listello deve essere affiancato con l'orientamento della vena alternato: il perché è come si espande il legno, ma il perché e il come può parlartene un ingegnere e meriti quella risposta.
Come hobbista posso solo dar ragione all'ingegnere vedendo come il mio pannello si muove nel tempo: la Francia che di recente salva le sue aziende con aiuti di stato, la Germania che nazionalizza le sue banche, il Giappone che da anni ha un debito pubblico al 200% e una disoccupazione al 4%, o perfino l'italia dove dal 120 il debito è salito al 130 con chi ha ammesso di aver distrutto la domanda interna facendo austerità.
Lo Stato ha il potere di creare moneta dal nulla e potrà sempre ripagare i debiti, il debito può essere estero o interno: nel caso sia estero è sì cruciale il valore della moneta sui mercati, ma tu creditore o accetti di aver rischiato e male e accetti la perdita, oppure accetti che te lo ripaghi con una valuta che vale meno, o ancora mi dichiari guerra.
Nel caso sia interno è molto diverso: se come Stato scrivo su tanti fogli delle cifre e li do a degli operai per costruire un ponte, che debito sto facendo? a chi lo devo restituire? Non devo certo chiedere a qualcun'altro che mi ridia quei fogli e quell'inchiostro per ritornare in pari, e -particolare- in più ho un ponte. L'operaio scambierà quei fogli per altri beni e servizi, e una parte di quei fogli mi ritornerà lo stesso come tasse e potrà pure bruciarli, servirà per controllare la massa di foglietti in circolazione e fare in modo che -l'abbondanza- non ne faccia perdere troppo il valore.
Quei fogli sono uno strumento, non è che se metto più titebond il mio pannello resiste di più, devo metterne il giusto e del giusto tipo, va bene anche il vinavil. Quindi la soluzione non è sempre la spesa a deficit, ma in questo periodo che assomiglia tanto al 1938 e dove abbiamo perso il 25% del patrimonio industriale è necessaria; non perché lo dico io ovviamente, ma è quanto leggi sui libri che pare facciano studiare al primo anno di università (Acocella).
Vorrei saperti dare qualche dettaglio in più, ma hai già colto che il discoro include molti più elementi, potrebbero interessarti articoli come questo http://goofynomics.blogspot.it/2012/05/la-spesa-pubblica-al-bar-dello-sport.html un po' più discorsivi ma che almeno danno una panoramica di cosa succede. Oppure qualcosa di tecnico come http://goofynomics.blogspot.it/2012/02/premiata-armeria-hellas-saldi-di-fine_19.html o questa serie di articoli http://goofynomics.blogspot.it/2014/03/il-keynesianesimo-per-le-dame-e.html ma li leggo a fatico e arrivo alla fine dopo ore e ore, il pregio è sentirsi sempre più ignoranti sulla materia e contemporaneamente intuire quanto ci hanno preso in giro.
