pesso ha scritto:Non sarei così pessimista. Ad esempio, una cosa l'avrete notata. Non in tutte, ma in molte coltivazioni di frumento sono ricomparsi i papaveri e i tulipani. Soprattutto per le politiche agricole europee che si sono succedute negli ultimi anni, la spinta verso l'intesivazione colturale si è andata diradando e le preoccupazioni di ordine ambientale sono divenute via, via più pressanti. Al contrario per le certificazioni del biologico non sempre tutto è così limpido; il motivo risiede principalmente nel fatto che i certificatori possono essere parte in causa.
Francesco
Da noi i prati non son più quelli di una volta, sono ancora verdi ma le specie che vi crescono si sono drasticamente ridotte.
Del resto quando si privilegia la quantità rispetto alla qualità, tutto si impoverisce.
Provate ad assaggiare le mele col bollino prodotte qui da noi, hanno il sapore di una rapa.
Non può che essere così, ormai il target di produzione stà andando verso i 700-900 quintali per ettaro, mentre nel settore bio le rese sono la metà.
Si corre ai ripari assumendo integratori alimentari, venduti a caro prezzo da chi ha capito che accanto al cibo scadente si può vendere bene anche il rimedio.
Per quel che mi riguarda cerco di acquistare prodotti biologici soltanto da soggetti che conosco personalmente.