NIKK ha scritto:Rolando
A parte la scrittura caprina (proc capra e un trade mark di un tal sgarbi) un mio insegnante mi diceva che per verificare una teoria questa doveva resistere al paradosso:
se la resistenza e prossima allo zero altro che calore , FIAMME!!!! se e prossima all infinito calore ZERO .
Comunque e' veramente scritta male
Concordo 100% sul tuo "paradosso" e ti dirò pure che i fisici lavorano sempre in questo modo. L'ho imparato ad istituzioni di fisiica teorica in uno scritto che non superai, nel quale il potenziale era una dato come una funzione a buca più ripida di una parabola ma dentro vi erano due buchette distanti D paraboliche. La buchetta parabolica rappresenta un sistema oscillante molla-massa, due buchette molto lontane due molle-massa indipendenti, due buchette vicine in una buca profonda? Boh un bel casino di molle-masse. Conti su conti pagine di conti che hanno spiazzato tutti. Alla fine il risultato constava per ognuno dei pochi esaminandi sopravvisuti, 4 o 5 di almeno una facciata di espressione. Il docente non s'è nemmeno preso la briga di valutare tutti sti termini. È ricorso al paradosso: nel nostro linguaggio passaggio al limite, D > infinito, le molle erano indipendenti soluzione nota.
Prende il primo scritto in 20 sec andava via mezza roba ma il rimanente non era giusto, e così per tutti gli altri.
Tutti respinti. Uno chiede: e cosa veniva? Lui risponde non importa, i vs sono sbagliati comunque.
In ogni caso il paradosso che intendeva il formulatore caprino era ancora più sconcertante. Il calore varia col tempo e con la resistenza no? Non me ne frega della resistenza perché comunque la resistenza può solo scaldare non può raffreddare per effetto Joule, quindi non potrà produrre calore negativo, il tempo è la variabile crescente indipendente e quindi il loro rapporto incrementale sarà sempre >= 0. il calore quindi sarà sempre crescente al limite stazionario per qualunque resistenza inserita in qualunque circuito o anche non inserita. Più paradosso ancora no?
