Cari Legnofili,
ciao, sono Massimiliano.
Sono malato. Peggiora. Da qualche mese. Sì, c'era una vena genetica ma è diverso. Sono stato colto da un virus Internet, preso on-line rimirando un tale con un laboratorio in un castello gallese. E come tutte le febbri, la temperatura cresce a sera. In pieno delirio mi collego a un noto sito d'aste ed indago strani feticci. Farfuglio formule guaritrici, litanie con parole come 'rabot', 'hobel' o 'tyzack'. In breve, mi scopro a dare i numeri: 5 e 1/2, 072, 66. Come Chaplin in 'Tempi moderni', la notte ondeggerò le mani. Ripeterò lisciature, carezze e strappi su un piano fatto d'aria. Nuoterò tra riccioli d'oro, vaporosi e croccanti.
Il morbo è inguaribile. La medicina ufficiale non lo conosce affatto, anzi proprio non lo riconosce come una malattia, giacché, eccezion fatta per alcuni curiosi annerimenti delle dita (sembra quasi ferro, limatura che s'intartara ai bordi delle unghie), non pare intacchi il fisico. Eppure, è cronico. Ecco appunto, rassicuratemi che non si guarisce. Aiutatemi a peggiorare.
Ciao,
Massimiliano.

